Dipendenti regionali protestano contro la riduzione del salario accessorio
Una giornata di mobilitazione davanti al consiglio regionale della Toscana ha concentrato l’attenzione sul salario accessorio dei dipendenti pubblici, con una protesta che coincide con la sessione dell’assemblea. La questione ruota attorno a un taglio contenuto nel fondo destinato al compenso accessorio, che incide sulla capacità di spesa e sulle gratificazioni economiche dei lavoratori regionali.
salario accessorio: presidio al consiglio regionale toscana
Durante il presidio, i rappresentanti sindacali hanno ricordato che la vertenza dura da tempo. Il primo taglio di 2 milioni di euro al fondo risale a periodi precedenti e tali risorse rimangono essenziali perché con quelli si paga il salario accessorio, oggi percepito come meno consistente a causa dell’inflazione.
Il dibattito ha evidenziato che la riduzione si ripete dal 2021 e che lo stipendio accessorio costituisce una componente fondamentale del salario dei dipendenti pubblici, con il rischio di salari più bassi se la situazione dovesse proseguire.
È stato sottolineato che l’incremento dei costi politici regionali non risolve la criticità economica dei fondi, e che è necessario individuare soluzioni per garantire liquidità al salario accessorio senza gravare ulteriormente sui conti dell’ente.
interventi dei sindacati e principali rilievi
Valtorta (Cgil) ha evidenziato l’esigenza di risorse sufficienti per garantire una retribuzione integrativa adeguata agli attuali livelli di prezzo. Bordo (Cisl) ha ricordato la ripetuta riduzione dal 2021 e ha rimarcato che il salario accessorio è una parte essenziale della retribuzione, avvertendo che la situazione presente potrebbe provocare importi salariali inferiori. Gambini (Uil Fpl) ha criticato l’aumento dei costi politici regionali e ha chiesto una correzione per coprire i 2 milioni mancanti nel salario accessorio. Milucci (Usb) ha denunciato che il fondo è diventato un pozzo senza fondo, con nuove assegnazioni che sottraggono risorse.
incontro fissato per il 17 febbraio presso palazzo stolazzi sacrati
È stata confermata la prospects di un confronto tra le parti per trovare una soluzione alternativa che consenta ai dipendenti motivati di ricevere le gratificazioni economiche a cui hanno diritto. L’obiettivo è discutere quegli elementi che permettano di mantenere un livello retributivo congruo di fronte all’attuale contesto economico.
posizioni politiche e risposte istituzionali
Il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, ha definito la manifestazione legittima e giusta, chiarendo però che le risorse integrative erano già programmate e che il blocco deriva dal diniego da parte del collegio dei revisori della Corte dei Conti. L’obiettivo dichiarato è individuare una soluzione alternativa che permetta ai dipendenti motivati e operosi di percepire le loro gratificazioni economiche.
La consigliera regionale Irene Galletti (M5S) ha espresso disponibilità all’ascolto delle denunce provenienti dalle lavoratrici e dai lavoratori, sottolineando la necessità di sostenere le istanze affinché nessun lavoratore paghi il prezzo delle scelte politiche. Galletti ha ribadito che contenere i costi della politica resta un principio fondamentale del Movimento 5 Stelle e che la partecipazione in maggioranza non implica un’accettazione acritica di ogni decisione, promettendo un approfondimento delle criticità segnalate dai sindacati.
Nel PDF degli interventi non compaiono riferimenti a date o contenuti ulteriori oltre a quanto dichiarato, mantenendo piena aderenza agli elementi presenti nel dibattito pubblico.
Nominativi presenti nell’ambito della discussione
- Francesco Valtorta (Cgil)
- Andrea Bordo (Cisl)
- Flavio Gambini (Uil Fpl)
- Massimo Milucci (Usb)
- Eugenio Giani
- Irene Galletti (M5S)
