Class action di genitori contro Meta e TikTok: udienza rinviata

• Pubblicato il • 3 min
Class action di genitori contro Meta e TikTok: udienza rinviata

Un’iniziativa volto a tutelare i minori dai rischi associati all’uso dei social prende corpo in Italia: una class action promossa dal Moige, in collaborazione con lo Studio legale Ambrosio & Commodo, e sostenuta da importanti reti di famiglie. In parallelo, è stata avviata una petizione rivolta al Governo e al Parlamento per introdurre una interdizione d’uso dei social ai minori di 16 anni, nel quadro di una strategia normativa più restrittiva. L’attenzione è rivolta alla protezione di migliaia di bambini e adolescenti, con una proposta articolata in tre ambiti principali.

petizione e class action contro i social per minori: stato dell’azione

La procedura legale è stata oggetto di un rinvio: l’udienza originariamente prevista per 12 febbraio 2026 è stata posticipata al 14 maggio 2026 per motivi procedurali legati alle notifiche in Inghilterra. Il rinvio di tre mesi ha suscitato preoccupazione tra le famiglie coinvolte, che definiscono urgente la tutela dei minori. Moige, Anfn-associazione nazionale famiglie numerose, Age associazione italiana genitori e Forum delle Associazioni Familiari sostengono che l’azione rappresenti un punto di riferimento senza precedenti in Italia, mirato a interrompere pratiche percepite come dannose per i minori.Facebook, Instagram e TikTok sono al centro della contestazione per le modalità che rendono agevole l’iscrizione illegale di minori e per i sistemi che stimolano la dipendenza digitale.

class action: obiettivi e aree di intervento

class action: verifica dell’età e divieto di accesso ai minori di 14 anni

L’intervento mira a far rispettare l’obbligo di verifica dell’età e l’attuazione del divieto di accesso ai social per i minori al di sotto dei 14 anni, in linea con le norme italiane vigenti.

class action: strumenti per ridurre la dipendenza e l’uso eccessivo

Un secondo asse riguarda l’eliminazione di elementi che favoriscono la dipendenza, quali lo scroll infinito, le notifiche continue e gli algoritmi mirati a prolungare l’utilizzo della piattaforma.

class action: trasparenza e informazione sui rischi per la salute mentale e fisica

Il terzo ambito prevede maggiore trasparenza e informazione sui rischi legati all’eccessivo impiego dei social, con particolare attenzione agli effetti sulla salute mentale e fisica dei giovani utenti.

L’avvocato Stefano Commodo dello Studio Ambrosio & Commodo riferisce l’intento di difendere i minori dall’uso non equilibrato dei media digitali e di diffondere una corretta informazione sui rischi connessi. Nonostante il ritardo processuale, le associazioni aderenti confermano la determinazione a proseguire l’azione, con l’obiettivo di ottenere tutele concrete per i più giovani il 14 maggio in aula.

A livello internazionale, la mobilitazione è osservata con attenzione: in Francia si registrano iniziative simili contro Meta e TikTok, mentre negli Stati Uniti decine di cause statali mirano a recuperare danni subiti dai minori. Il dibattito riflette una cornice globale di tutela dei minori sui social network.

nodi principali coinvolti: la campagna e la class action vedono in prima linea le organizzazioni e i referenti istituzionali citati, accomunati dall’obiettivo di garantire condizioni più sicure per i ragazzi nell’uso del web.

Protagonisti principali della iniziativa:

  • Moige (movimento italiano genitori)
  • Studio legale Ambrosio & Commodo
  • Anfn—associazione nazionale famiglie numerose
  • Age—associazione italiana genitori
  • Forum delle Associazioni Familiari
  • avvocato Stefano Commodo

Per te