Addio a Giorgio Mendella, il volto storico della televisione italiana
Questo profilo ripercorre la traiettoria di una figura chiave della finanza italiana tra gli anni Ottanta e Novanta, analizzando l’impatto mediatico, i progetti imprenditoriali e la parabola giudiziaria che hanno segnato quel periodo. Una realtà in cui il palinsesto televisivo si intrecciava con le opportunità di investimento, dando origine a una narrazione complessa tra successo, promesse di guadagni elevati e conseguenze legali.
giorgio mendella: biografia e contesto
origine e ascesa nel mondo della finanza
Originario di Monza e successivamente legato a Viareggio, Mendella ha costruito una holding chiamata Intermercato, che ha raggiunto un fatturato di 250 miliardi di vecchie lire nel picco della sua attività. Al centro del sistema operava Retemia, un’emittente con sede a Lucca da cui Mendella rivolgeva messaggi ai risparmiatori per ore. Gli investimenti, che comprendevano azioni e immobili, erano accompagnati da promesse di rendimenti annuali che oscillavano tra 25% e 29%.
l'impero intermercato e retemia
La dinamica imprenditoriale si basava sulla diffusione televisiva e sulla fiducia del pubblico, con una strategia che mirava a trasformare l’audience in una base di risparmiatori. Intermercato e Retemia rappresentavano il perno dell’apparato commerciale, capace di attrarre migliaia di investitori attratti da rendimenti pubblicizzati come continui e sostenuti nel tempo.
la gestione sportiva: viareggio calcio
Oltre l’ambito finanziario, Mendella ha esteso la propria influenza al mondo dello sport, acquistando il Viareggio Calcio. Dal 1988 al 1991 la squadra ha partecipato al campionato di Serie C con una formazione definita galattica per la categoria, includendo talenti che avrebbero successivamente lasciato tracce nel calcio italiano, tra cui Luciano Spalletti e Pierpaolo Bisoli.
la caduta e la condanna
La crisi ebbe inizio nell’estate del 1990, quando la Consob bloccò la vendita delle azioni per violazioni delle norme sul pubblico risparmio. Le indagini successive portarono Mendella a una condanna per bancarotta fraudolenta, con pene complessive che hanno incluso un periodo di nove anni di detenzione, pronunciata dai tribunali di Lucca e Milano. Nonostante il crollo dell’impero, non mancarono tentativi di riemergere con nuove idee e progetti.
tentativo del 2009 e riflessi
Nel 2009 Mendella ha promosso un decoder definito “rivoluzionario”, che prometteva di generare guadagni ai telespettatori semplicemente guardando la pubblicità. L’iniziativa non è riuscita a evitare il consolidamento della sua parabola pubblica e imprenditoriale.
persone citate nel racconto
- giorgio mendella
- luciano spalletti
- pierpaolo bisoli
