Trump domina la scena dopo il Venezuela: chi è nel mirino e chi si ribella

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Trump domina la scena dopo il Venezuela: chi è nel mirino e chi si ribella

In un contesto geopolitico in evoluzione, l’attenzione internazionale è diretta verso la regione latinoamericana, dove le azioni statunitensi definiscono una cornice di controllo, stabilità e gestione delle risorse energetiche. Le dinamiche coinvolgono Venezuela, Colombia e paesi limitrofi, con dichiarazioni che delineano una nuova impostazione strategica e una visione di lungo periodo.

venezuela: strategia ed economia

Il blitz del 3 gennaio in Venezuela è stato presentato come un movimento per colpire la rete narcotrafficante legata a Nicolas Maduro, con Trump che esprime l’obiettivo di portare la pace nel Paese e sintetizza la linea di azione in una frase chiave: «We’re gonna run everything». L’approccio mira a una transizione fluida verso una Venezuela 2.0, nella quale la gestione equilibrata delle risorse energetiche assume un ruolo centrale.

Secondo il presidente americano, la presidente ad interim Delcy Rodríguez dovrà muoversi entro un perimetro ben definito. Sul piano economico, l’elemento prioritario è l’accesso al petrolio e la possibilità di attrarre investimenti massicci nelle infrastrutture da parte delle compagnie petrolifere per ripristinare il sistema energetico e logistico del Paese.

Nel contesto, Maduro resta il punto di riferimento storico, ma la strategia esplicita una prospettiva di controllo esteso. Se la gestione dovesse evolvere, la narrativa ufficiale indica una necessità di mantenere l’ordine senza estremi annessi a nuove escalation.

onu e reazioni internazionali

L’Onu ha espresso preoccupazione per il rispetto delle norme del diritto internazionale e per le potenziali ripercussioni sull’assetto regionale, sottolineando il rischio di instabilità e di precedenti nelle relazioni tra Stati. In risposta, l’ONU chiama a considerare gli effetti delle azioni intraprese e a valutare soluzioni conforme al diritto internazionale.

Per contro, l’interpretazione statunitense resta focalizzata sulla preservazione dell’ordine nell’emisfero occidentale: «Non permetteremo che l’emisfero occidentale venga usato come base operativa», ha dichiarato l’ambasciatore Mike Waltz alle Nazioni Unite, enfatizzando una cornice di sicurezza e controllo regionale.

colombia, messico, cuba e messaggi agli alleati

La discussione si estende a Colombia, Messico e Cuba, con messaggi mirati verso le leadership regionali. In Colombia, Gustavo Petro reagisce criticamente, riconoscendo la propria storia e affermando la fiducia del popolo colombiano nella difesa della patria di fronte a pressioni esterne. L’intervento pubblico mette in risalto una tensione tra le posizioni interne ed esterne.

Per Cuba, l’attenzione è centrata su questioni energetiche legate al Venezuela: la narrazione indica che la situazione in Caracas influenza l’accesso al petrolio cubano. In Messico, la presidente Claudia Sheinbaum viene citata in relazione all’influenza dei cartelli e al ruolo delle dinamiche regionali, con una posizione esplicita circoscritta al principio che le Americhe non appartengono a nessuna potenza e che il continente appartiene ai popoli dei vari paesi.

nominativi citati nel testo:

  • Nicolas Maduro
  • Delcy Rodríguez
  • Antonio Guterres
  • Rosemary Di Carlo
  • Mike Waltz
  • Gustavo Petro
  • Claudia Sheinbaum

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