Toscana sperimenta intelligenza artificiale nel sistema sanitario nazionale
Un percorso di innovazione pubblica sta prendendo forma in Toscana, coinvolgendo i medici di medicina generale in una sperimentazione nazionale sull’intelligenza artificiale. L’intervento mira a potenziare l’assistenza primaria, migliorare i percorsi diagnostici e promuovere la prevenzione, mantenendo al centro la relazione di cura e la dignità delle persone.
intelligenza artificiale in sanità toscana: adesioni e sperimentazione
Al momento cento medici hanno aderito su base volontaria, con l’obiettivo di arrivare progressivamente a duecento. Il progetto riguarda la regione nell’ambito di una sperimentazione nazionale promossa da Agenas, finanziata con le risorse del Pnrr. L’iniziativa è realizzata dal settore sanità digitale, in collaborazione con i dipartimenti di medicina generale delle aziende sanitarie.
La piattaforma utilizzata sarà Mia – Medicina intelligenza artificiale, riconosciuta come l’unico strumento di AI in Italia ad aver ottenuto l’autorizzazione del Garante per la protezione dei dati personali. Fornirà supporto ai medici nell’inquadramento diagnostico di base, nei primi approfondimenti e nella gestione della cronicità, selezionando elementi utili per la rivalutazione periodica del paziente e per le attività di prevenzione e promozione della salute.
mia – medicina intelligenza artificiale: funzione e garanzie
La piattaforma non impiega modelli linguistici generici né piattaforme esterne, ma si fonda su un motore nazionale dedicato nel quale vengono caricati materiali validati e integrabili con basi di dati locali, supervisionati da un comitato scientifico. Il trattamento o l’utilizzo dei dati personali degli assistiti non è previsto in alcun caso. Mia è orientata a fornire conoscenze validate in modo trasparente e controllato, nel rispetto dei diritti, della privacy e della dignità delle persone.
ruolo delle regioni, formazione e tempistiche
Le Regioni svolgono un ruolo di coordinamento delle attività e di formazione dei professionisti coinvolti. L’obiettivo è offrire un’innovazione pubblica orientata al bene comune, che rafforzi la relazione di cura, sostenga le decisioni cliniche e migliori la qualità dell’assistenza, senza scalfire l’autonomia e la responsabilità del medico. La sperimentazione avrà una durata di dodici mesi e partirà a gennaio 2026, coinvolgendo a livello nazionale 1.500 professionisti del ruolo unico di assistenza primaria.
In Toscana, la partecipazione attuale dei medici è diffusa nelle tre aziende sanitarie regionali, con la supervisione e l’organizzazione affidate alle strutture regionali per uniformare formazione e strumenti.
figure citate
- Monia Monni — assessora al diritto alla salute della Toscana
