Toscana chiede revisione parametri nascite per adeguarli al calo demografico

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Toscana chiede revisione parametri nascite per adeguarli al calo demografico

l'impatto del calo demografico sui punti nascita in Toscana e in Italia

Il trend di diminuzione delle nascite si sta manifestando con sempre maggiore evidenza, interessando non solo la regione Toscana ma l’intero paese. In un contesto di valori demografici in costante calo, si rende urgente una revisione delle soglie e dei parametri attualmente in vigore per l’apertura e il funzionamento dei punti nascita. La questione coinvolge direttamente le politiche di tutela dei servizi essenziali e la loro distribuzione sul territorio, accentuando la necessità di interventi concreti.

discussione sulla riduzione dei punti nascita e sui parametri di sicurezza

situazione attuale dei punti nascita in toscana

In Toscana, sono attivi complessivamente 22 punti nascita, con alcuni già operanti in regime di deroga ministeriale a causa di valori inferiori alla soglia di 500 parti annue. In particolare, tre strutture (a Portoferraio sull’isola d’Elba, Barga in Garfagnana e Borgo San Lorenzo nel Mugello Fiorentino) vantano questa condizione, legata alle peculiarità di isolamento territoriale e alla garanzia di livelli di sicurezza considerati adeguati. Inoltre, altri tre punti nascita situati fuori dalla soglia dovranno ottenere autorizzazioni speciali dal Ministero per continuare le attività.

andamento delle nascite nelle strutture

Tra i punti di primo livello, quelli che registrano meno di 500 parti all'anno sono destinati a essere soggetti a verifiche e possibili chiusure, fatta eccezione per specifiche condizioni di tutela territoriale. La regione si confronta con una diminuzione delle nascite anche in strutture di secondo livello, come l’ospedale delle Scotte di Siena, dove i parti sono scesi sotto la soglia stabilita.

stimoli per la revisione delle soglie e proposte di miglioramento

proposte di aumento delle soglie di sicurezza

Le autorità regionali avanzano l’idea di innalzare i valori di soglia, portando a **quattrocento i parti annuali per i punti di primo livello** e a **mille ottocento per quelli di secondo livello**. Lo scopo principale è di garantire una maggiore sostenibilità e sicurezza dei servizi, mantenendo un presidio capillare sul territorio.

integrazione tra servizi e riferimenti territoriali

Viene inoltre evidenziata la necessità di favorire i parti nel luogo di residenza, riducendo la tendenza a recarsi in ospedali di altre aree, come l’ospedale di Careggi, che attrae numerose future mamme della zona metropolitana fiorentina. Questo approccio mira a mantenere una rete di servizi più vicina alle comunità e limitare il rischio di marginalizzazione di realtà più piccole e meno numerose.

geografia e situazione dei punti nascita in toscana

determinazione delle condizioni di funzionamento delle strutture

Attualmente, la regione presenta 22 punti nascita, di cui tre operano già in regime di deroga ministeriale. La scelta si basa principalmente sul fattore di isolamento del territorio e sulla garanzia di livelli di sicurezza **ritenuti adeguati** per mamme e neonati. Tra questi, l’ospedale di Portoferraio, Barga e Borgo San Lorenzo ricevono questa autorizzazione speciale.

strutture sotto soglia e futuro delle autorizzazioni

Altre tre strutture - a Poggibonsi, Montepulciano e Montevarchi - sono sotto i livelli minimi richiesti e devono ottenere autorizzazioni temporanee, mentre l’ospedale di Cecina si trova sopra la soglia e si avvicina al limite inferiore per il 2025. La regione si sta dunque confrontando con sfide di riorganizzazione e mantenimento di servizi, in un quadro che richiede interventi di politica sanitaria e di pianificazione territoriale.

Tra le preoccupazioni principali si evidenzia il possibile effetto di una riduzione dei punti nascita sulla qualità e sicurezza delle cure, con un impatto diretto sulla vita delle famiglie e sulle comunità locali.

Toscana chiede revisione parametri nascite per adeguarli al calo demografico
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