Terme di Acqui: licenziamento dei dipendenti
Il 2026 inizia con una decisione che interessa da vicino l’economia locale e le prospettive occupazionali del polo termale di Acqui Terme. Una comunicazione inviata dal procuratore speciale Riccardo Gallo ha annunciato il licenziamento di una parte del personale delle Terme, coinvolgendo circa una decina di dipendenti tra contratti a tempo indeterminato e rapporti stagionali. L’atto è stato notificato senza preavviso e ha acceso un dibattito immediato tra lavoratori, sindacato e amministrazioni locali, con riflessi sulla stagione termale imminente.
terme di acqui: licenziamenti annunciati e impatto sociale
La comunicazione formalizzata tramite raccomandata ha segnato l’inizio di una fase di incertezza per una realtà che tradizionalmente ha rappresentato un asse dell’economia territoriale. Il sindacato UILTucs ha sottolineato che la questione coinvolge professionalità e anzianità, considerandole risorse da salvaguardare anziché elementi di costo. La chiusura della stagione termale allo stabilimento Nuove Terme rischia di tradursi in un impatto significativo sulle famiglie e sull’indotto locale, con una sensibile contrazione delle attività previste per marzo-aprile.
terme di acqui: contesto della decisione e margini di trattativa
Dal punto di vista del contesto decisionale, la vicenda è legata a un dibattito sul futuro delle Terme e sulla gestione delle acque. In passato si era ipotizzato di accompagnare una transizione dei lavoratori nel percorso della nuova gestione delle acque, ma la proposta non è stata accettata e si è deciso di proseguire lungo la strada dei licenziamenti. L’analisi delle dinamiche ha evidenziato una rottura rispetto alle soluzioni di integrazione e salvaguardia presenti nel confronto tra soggetti interessati.
terme di acqui: reazioni sindacali e richieste di intervento
Durante la fase di confronto informalmente avviata tra UILTucs e amministrazione comunale si è espresso l’intento di chiedere un incontro urgente congiunto, coinvolgendo anche il Governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, per trovare strumenti di intervento a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. Il sindacato ha evidenziato la necessità di misure straordinarie e ha chiesto la partecipazione di tutte le forze politiche locali interessate alle sorti del territorio; l’intera provincia di Alessandria è stata segnata dall’evolversi della situazione. Le lavoratrici e i lavoratori hanno espresso amarezza e, nel frattempo, è stato attivato l’ufficio legale per la tutela degli interessi dei dipendenti e sono state valutate diverse forme di azione, inclusa la possibilità di picchetti o manifestazioni sul territorio.
terme di acqui: risposta dell'azienda e stato delle relazioni
In occasione della richiesta di confronto da parte del sindaco, l’azienda ha riferito di aver ricevuto un atteggiamento di chiusura da parte della proprietà. Secondo Rapetti, l’intenzione era di aprire un dialogo, ma la direzione ha ritenuto inconciliabili le posizioni. La situazione ha rafforzato la sensazione di una distanza tra le parti e ha alimentato la percezione di difficoltà nel mantenere una prospettiva condivisa sul futuro gestione delle Terme e sulle relative ricadute occupazionali.
terme di acqui: prospettive e azioni future
La vicenda resta aperta, con la possibilità di interventi istituzionali mirati a ricomporre il confronto tra Comune, proprietà e rappresentanze dei lavoratori. Rimane centrale la tutela delle professionalità e della stabilità occupazionale, unitamente alla necessità di preservare il patrimonio termale e l’indotto che ruota attorno al sito di Acqui Terme. Le parti continueranno a monitorare la situazione e a valutare strumenti di mediazione, in un contesto che vede coinvolti enti locali, sindacati e istituzioni regionali.
Nomi di figure coinvolte:
- Maura Settimo
- Riccardo Gallo
- Alessandro Pater
- Alberto Cirio
- Rapetti