Scoperto un buco nero che 'soffoca' la Galassia di Pablo: due ricercatori pisani nel team
Una galassia antica, GS-10578, nota anche come Galassia di Pablo, ha visto spegnersi la formazione stellare a causa di un buco nero supermassiccio. Il quadro è emerso grazie a un’équipe internazionale guidata dall’Università di Cambridge, con contributi italiani di rilievo. L’analisi combina dati di osservazioni provenienti da strumenti differenti per ricostruire la sequenza di eventi che hanno trasformato una galassia dinamicamente attiva in un sistema apparentemente freddo e quiescente.
galassia gs-10578: una morte stellare causata da un buco nero
Questa galassia ha formato gran parte delle sue stelle tra circa 12,5 e 11,5 miliardi di anni fa, raggiungendo una massa stimata in circa 200 miliardi di masse solari. Nonostante la giovinezza iniziale, l’oggetto ha cessato di generare nuove stelle in modo precoce, presentando un segnale di quenching interno. Le osservazioni hanno mostrato che un buco nero supermassiccio ha progressivamente sottratto gas dalle regioni interne, ostacolando l’approvvigionamento di carburante necessario per l’attività stellare.
osservazioni e strumenti
Le misurazioni sono state condotte con il radiotelescopio ALMA, gestito dall’European Southern Observatory, e con il telescopio spaziale James Webb. Le tracce di gas formativo scompaiono dalle zone centrali, a indicare un processo di deplezione interna che interdice la formazione di nuove stelle. L’insieme dei dati indica una cessazione della formazione stellare partendo dal nucleo e concentrata verso l’esterno in tempi cosmologici relativamente rapidi.
meccanismo di spegnimento della formazione stellare
Il meccanismo principale è una rimozione progressiva del gas interno ad opera del materiale alimentato dal buco nero. L’energia emessa dall’accrescimento del buco nero incide sulle regioni interne, impedendo che il gas alimenti nuove stelle. In questa cornice, la galassia passa da una fase vivace a una quiescenza osservabile nell’arco di miliardi di anni, con una riduzione marcata della formazione stellare interna.
significato per la cosmologia
Le conclusioni offrono una chiave interpretativa per l’abbondanza di galassie massicce apparentemente morte osservate grazie alle osservazioni moderne. Il fenomeno descritto rende plausibile che tali sistemi siano più comuni di quanto stimato in passato, fornendo una spiegazione sulla rapidità con cui alcune galassie si formano e si estinguono nel corso della loro evoluzione.
protagonisti dello studio
- Eleonora Parlanti
- Giacomo Venturi
- Giovanni Cresci
