Nuovo metodo UniPi per identificare le parti non biodegradabili nelle bioplastiche

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Nuovo metodo UniPi per identificare le parti non biodegradabili nelle bioplastiche

Una metodologia affidabile consente di identificare rapidamente la presenza di polietilene nelle bioplastiche, oltre la soglia prevista dalle normative europee. Questo permette di verificare la conformità reale dei materiali biodegradabili e compostabili, riducendo i rischi ambientali legati a residui non biodegradabili e facilitando una gestione più trasparente lungo la filiera.

rilevamento del polietilene nelle bioplastiche biodegradabili e compostabili

rilevamento tramite pirolisi e spettrometria di massa

Il protocollo adottato sfrutta una pirolisi analitica accoppiata a una spettrometria di massa per individuare e quantificare tracce di PE non biodegradabile presenti in quantità inferiore all’1% e oltre tale limite, in linea con i requisiti normativi. Le tecniche impiegate permettono controlli affidabili anche su campioni complessi, offrendo risultati rapidi e con costi contenuti.

risultati chiave dello studio

Le analisi condotte hanno mostrato che una parte significativa dei campioni esaminati non rispetta i limiti stabiliti, con contenuti di polietilene rilevati fino al 5%. Gran parte dei prodotti analizzati deriva da mercati extra UE. Un controllo più rigoroso dei materiali compostabili contribuisce a ridurre il rilascio di microplastiche nel suolo e nelle acque, a migliorare la qualità del compost destinato all’agricoltura e a scoraggiare l’uso improprio delle diciture “biodegradabile” e “compostabile”, tutelando le imprese che operano nel rispetto delle normative italiane e comunitarie.

ruolo di Biorepack e obiettivo di conformità

Dal punto di vista operativo, il protocollo offre strumenti per il controllo di qualità in ambito industriale e per la sorveglianza ambientale. Biorepack – consorzio nazionale per il riciclo organico delle bioplastiche compostabili – sostiene lo sviluppo di metodiche scientificamente robuste che garantiscono l’allineamento con le normative del settore, valorizzando una filiera sostenibile guidata dall’Italia.

Con le metodiche analitiche sviluppate è possibile effettuare controlli affidabili su campioni complessi in tempi rapidi e a costi contenuti, offrendo uno strumento concreto per la tutela dell’ambiente e la trasparenza verso i consumatori.

Il protocollo si fonda su una combinazione di tecniche avanzate in grado di rilevare PE anche a concentrazioni molto basse, in corrispondenza con i limiti di legge e con la necessità di una verifica indipendente della composizione delle bioplastiche.

Il consorzio conferma l’impegno a garantire il rispetto delle normative che regolano le bioplastiche compostabili, assicurando che la trasformazione in compost apporti benefici al suolo e all’intera filiera agricola.

Tra i protagonisti della ricerca figurano i seguenti nomi:

  • Erika Ribechini
  • Marco Mattonai
  • Federica Nardella
  • Marta Filomena
  • Carmine Pagnozzi
Università Pisa studio individuare plastiche non biodegradabili
Categorie: Tecnologia

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