Moratti: 'In 10 anni persi 40mila medici, la nostra proposta li valorizza
Un nuovo piano strategico nel settore sanitario punta a potenziare l'offerta di prestazioni pubbliche e a ridurre le liste d'attesa, tramite una modifica normativa che permette ai medici di dedicare ore aggiuntive alle attività professionali. L'iniziativa è stata presentata in sede di conferenza stampa ed è finalizzata a valorizzare i professionisti e a rendere più efficace l'erogazione dei servizi sanitari, in una cornice di responsabilità e controllo pubblico.
ore aggiuntive per medici nel ssn: una leva per ridurre le liste d'attesa
contesto e obiettivi
La proposta nasce dall'esigenza di rispondere a bisogni crescenti di cura, offrendo una risposta tangibile al continuo incremento della domanda sanitaria.
negli ultimi dieci anni si è verificata una perdita rilevante di professionisti: circa 40.000 medici non sono più disponibili nel Servizio sanitario nazionale, e nel periodo 2021-2023 ne sono usciti 15.000 per pensionamenti, dimissioni volontarie e carenze nel ricambio generazionale. Queste dinamiche impongono soluzioni concrete per valorizzare i medici e aumentare l'offerta di prestazioni.
modifica normativa e applicazioni
La norma in esame interviene sull'articolo 4, comma 7, della legge 412 del 1991, eliminando il divieto di cumulo tra incarichi convenzionali pubblici e attività alle dipendenze di soggetti pubblici. Da trent'anni, il problema principale era il contenimento della spesa; oggi l'attenzione si sposta su una corrispondenza più accurata tra offerta sanitaria e bisogni della popolazione. La possibilità di offrire ore aggiuntive consente ai medici dipendenti e convenzionati di mettere a disposizione più ore, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza, di una comunicazione preventiva e di criteri chiari di tracciabilità e trasparenza, nonché del pieno controllo pubblico.
Un medico ospedaliero che lavora 38 ore settimanali potrà erogare prestazioni aggiuntive; allo stesso modo, un medico specialista ambulatoriale potrà mettere a disposizione ore extra, ad esempio nelle Case di comunità. Questo aspetto è decisivo perché, a fronte della scadenza delle misure del Pnrr, sarà necessario dimostrare non solo la realizzazione delle strutture, ma anche la loro operatività e la disponibilità di personale adeguato.
effetti previsti sull'organizzazione sanitaria
più ore significano meno liste d'attesa e ridotto ricorso al privato. L'obiettivo è valorizzare le risorse già presenti nel sistema, liberando potenzialità professionali che possono contribuire a un’offerta più ampia di servizi pubblici e specialistici. Se anche solo una quota del 20-25% dei medici potesse offrire, in piena libertà, 6 ore in più settimanali, si verificherebbero milioni di prestazioni aggiuntive, con una riduzione effettiva delle attese.
obiettivi chiave
Il pacchetto propone di aumentare l'offerta di prestazioni sanitarie pubbliche e specialistiche, trattenere i professionisti nel Ssn rendendo il sistema meno rigido e più attraente, e rafforzare l'integrazione tra ospedale e territorio, una delle criticità storiche. Si passa da un modello protezionistico a uno basato sulla responsabilità professionale, con l'obiettivo di rendere il Ssn più flessibile, più attrattivo e più vicino ai bisogni dei cittadini, nel rispetto dell'articolo 32 della Costituzione. Il progetto, nel suo insieme, pone al centro la persona e i professionisti della sanità, riconoscendo l'impegno quotidiano degli operatori.
In parallelo, si sottolinea che il quadro dovrà essere accompagnato dalle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con l'obiettivo di dimostrare l'effettiva operatività delle strutture, oltre alla presenza del personale necessario per garantire servizi pubblici efficienti.
Nel testo sono presenti riferimenti ai protagonisti dell'iniziativa e alle interlocuzioni politiche necessarie per la realizzazione delle misure.
Nominativi principali citati nel testo:
- Letizia Moratti