Locci (FdI): "La governance, non i lavoratori, è il problema

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Locci (FdI): "La governance, non i lavoratori, è il problema

Nel dibattito pubblico su gestione e futuro del ciclo dei rifiuti ad Alessandria emergono posizioni diverse su responsabilità, investimenti e modalità di raccolta. Si parla di trasparenza, dati concreti e confronto istituzionale, mettendo al centro scelte che influenzeranno la città negli anni a venire e determinando scelte operative già programmate o in fase di valutazione.

ciclo dei rifiuti ad Alessandria: svolta, governance e posizioni politiche

La replica di Amag Ambiente e le dichiarazioni della maggioranza hanno riportato la discussione sul piano della realtà politica, evidenziando come le decisioni legate al ciclo dei rifiuti non possano essere gestite tramite comunicati stampa ma richiedano un disegno condiviso e verificabile.

Locci, presidente del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, ha rivendicato la legittimità della mobilitazione interna all’azienda. Alla raccolta firme hanno aderito tutte le RSU e la quasi totalità dei dipendenti, inclusi dirigenti e quadri. Secondo lui, i numeri sono reali e non vanno messi in discussione.

Il consigliere ha ricordato l’incontro del 3 dicembre con Paolo Borbon, allora presidente e oggi amministratore delegato di Amag Ambiente, insieme ai vertici aziendali. Davanti all’assemblea dei lavoratori fu espresso un dissenso compatto verso la privatizzazione.

Per spiegare l’iter delle firme, Locci ha riferito che Borbon avrebbe suggerito di informare il socio qualora non ci fosse condivisione sull’indirizzo aziendale, orientando così la raccolta firme. Sulla gara d’appalto, l’esponente di Fratelli d’Italia ha respinto l’interpretazione aziendale legata al protocollo del 5 novembre sulla clausola sociale, ricordando che la clausola tutela i lavoratori ma non impone automaticamente la gara. Porta ha chiarito la situazione, mentre UIL Trasporti si è dissociata da quanto riportato nel comunicato aziendale.

Locci ha evidenziato come l’uso di dichiarazioni sindacali di mesi precedenti sia stato strumentale e fuori contesto, invitando a considerare pienamente la direzione indicata dalla Regione.

La posizione della Regione Piemonte è centrata sulla misurazione puntuale del rifiuto indifferenziato per applicare la tariffa puntuale, prevedendo alternative o integrazioni come la raccolta con sacco conforme o sacco prepagato. In questa cornice si sostiene la modernizzazione dei cassonetti e l’adozione di soluzioni che permettano una raccolta puntuale, eliminando l’idea che il porta a porta sia la soluzione universale. In Alessandria, dove alcune zone già adottano il porta a porta, non si valuta che sia sempre la strada più efficiente o meno costosa rispetto ai cassonetti.

Il confronto su dati, costi e risultati resta al centro del discorso: chi afferma la supremazia del porta a porta è chiamato a dimostrarlo con elementi concreti e confronti affidabili.

Investimenti, Tari e responsabilità gestionali sono temi chiave. Amag Ambiente sostiene che per migliorare il servizio servano risorse significative, ma l’azienda ha già avviato investimenti per circa 4,5 milioni di euro, dimostrando la capacità di intervenire anche senza un socio privato.

Dal punto di vista occupazionale, Locci riferisce che nel 2025 sono state 44 assunzioni e che nel 2026 ne sono previste altre 30. È necessario chiarire quali fabbisogni coprano tali assunzioni e quale impatto abbiano su costi e organizzazione, perché ogni euro in più potrebbe riflettersi in bolletta tramite la Tari.

Un elemento centrale riguarda i lavoratori: non si cerca di colpevolizzare il personale, ma si richiama la responsabilità della governance, del management e dell’indirizzo politico in termini di programmazione, controlli, organizzazione e obiettivi. Le contestazioni passate su affidamenti sotto soglia, frazionamenti e consulenze sono rilette nel contesto di una governance che deve essere orientata al pubblico interesse.

Smart City e futuro delle scelte strategiche sono stati oggetto di chiarimenti: non si nega il valore dell’innovazione, ma si sostiene che la maggioranza stia cercando di riscrivere la storia del percorso intrapreso, opponendosi all’idea di un’impasse verso il progresso tecnologico e gestionale.

In chiusura, la proposta di Locci è di presentare nuovamente in aula le decisioni strategiche sul ciclo dei rifiuti, sostenendo che tali scelte vincolino la città per molti anni e non possano essere assunte in sedi chiuse. Inoltre, viene indicata un’alternativa praticabile: l’acquisto da parte di Amag Holding della quota attualmente nelle mani del Consorzio di Bacino, per riprendere il controllo e lavorare su efficienza, raccolta puntuale, obiettivi misurabili, controlli e trasparenza. Si sottolinea che eventuali entrate derivanti dalla vendita delle reti del gas potrebbero essere reinvestite in reti idriche e rifiuti.

ciclo dei rifiuti: protagonisti della discussione

La discussione ha visto protagonisti alcune figure nominate nel dibattito. Di seguito un breve riepilogo dei nomi menzionati:

  • Emanuele Locci (Fratelli d’Italia), presidente del gruppo consiliare
  • Paolo Borbon (presidente, oggi amministratore delegato di Amag)
  • Porta (dirigente aziendale che ha chiarito la questione della clausola sociale e della gara)

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