Accordo su pronto soccorso e 118 in Piemonte: critiche per divisioni e mancanza di trasparenza
Un quadro operativo destinato al personale dei Pronto soccorso e del 118 è al centro di un acceso dibattito regionale. L’intesa ufficiale assegna importi fissi mensili e punta a riconoscere il disagio legato all’emergenza, ma viene criticata per la differenziazione tra ruoli e per alcune esclusioni che interessano servizi essenziali della rete di emergenza-urgenza.
indennità emergenza-urgenza: quadro generale
Secondo l’accordo, ciclo economico di riferimento prevede 500 euro mensili per gli infermieri e 250 euro mensili per Oss, tecnici di radiologia, personale amministrativo e altre figure. Questa articolazione ha suscitato perplessità: il contesto operativo resta identico per tutti i profili coinvolti, con carico emotivo, rischi, complessità organizzativa e responsabilità comuni. In sostanza, si percepisce una divaricazione tra lavoratori operanti nello stesso contesto, interpretata come una discriminazione interna tra categorie.
esclusioni dall’emergenza-urgenza
Una criticità centrale riguarda l’esclusione di interi servizi dall’indennità. Restano fuori dall’accordo gli operatori dei Cau collegati al 116117 e il personale dei Sest, figure ritenute essenziali per la gestione dei flussi e per la tenuta complessiva del sistema sanitario territoriale. Tali esclusioni, spiegano le sigle, contrasterebbero con la logica di un’indennità legata al disagio e alla complessità del lavoro svolto, penalizzando professionalità che contribuiscono in modo determinante ai servizi di emergenza.
trasparenza e pnrr: criticità
È inoltre evidenziata la mancanza di pubblicazione e di facile consultazione dell’accordo, una scelta che rende difficile l’informazione ai lavoratori coinvolti e alimenta critiche sulla trasparenza amministrativa. La situazione si inserisce in una cornice strutturale già tendenzialmente critica: nel 2026, a ridosso della conclusione del Pnrr, diversi obiettivi della Regione Piemonte risultano ancora non pienamente realizzati, tra cui l’operatività delle Case della Salute e degli Ospedali di Comunità, la gestione del turn over e l’eliminazione dei medici gettonisti. Questi elementi, secondo i sindacati, incidono sul quadro complessivo dei servizi sanitari regionali.
risposte sindacali e prospettive di miglioramento
Le sigle sindacali puntano a una ridefinizione dell’indennità entro i criteri di luogo e condizioni di lavoro, anziché legarla a una singola qualifica. Si chiede un’estensione dell’indennità a tutte le figure coinvolte nell’emergenza-urgenza e la pubblicazione immediata e integrale dell’accordo, oltre all’avvio di un confronto sindacale serio, trasparente e inclusivo.
note di contesto: la discussione si distingue per l’attenzione al confronto tra livelli di responsabilità, l’esigenza di un sistema equo e la necessità di allineare le risorse alle reali condizioni operative nelle strutture di emergenza.
In presenza di elementi pubblici di rilievo e senza introdurre interpretazioni non esplicite, la discussione rimane focalizzata sui principi di equità, trasparenza e efficacia operativa nel contesto dell’emergenza sanitaria regionale.
– nomi citati nell’articolo –
- Stefania Gallo, coordinatrice regionale di CSE Sanità Piemonte
- Ravetti
- Edoardo Schettino