Tpl, la domanda resta ma l'inflazione supera il Fondo trasporti e le tariffe
Un assessing osserva dinamiche tessute in modo articolato tra domanda, offerta e investimenti nel trasporto pubblico locale nel 2024, evidenziando una crescita continua ma meno intensa rispetto alle previsioni. Si registra un incremento medio del valore della produzione, accompagnato da una domanda in espansione ma con ritmo ridotto e differenze regionali legate a modalità di integrazione e tipologia di servizio.
performance economiche e trend nel tpl nel 2024
Nel periodo Considerato, il valore della produzione delle aziende di tpl mostra una crescita media del 4% rispetto al 2023, nonostante la ripresa della domanda sia stata graduale. La domanda di tpl continua a crescere nel 2024, seppur con un ritmo più lento rispetto alle previsioni, attestandosi a -10% rispetto al 2019, riflettendo mutamenti negli stili di mobilità e in percorsi di spostamento più brevi ma frequenti.
L’incidenza dei costi operativi si mantiene in calo grazie a una progressiva riduzione dei costi per acquisti e del costo del lavoro. Il costo del lavoro, a livello mediano, passa da 45,5mila euro per dipendente a 49,4mila euro, mentre il costo per vettura-km si attesta a 4,2 euro nel 2024, in lieve aumento rispetto al biennio precedente. I costi unitari per passeggero mostrano una flessione supportata dall’andamento della domanda, che cresce in modo più dinamico rispetto ai costi.
Il margine operativo lordo (mol) registra una crescita trasversale su tutto il campione, con un valore pari all’8,8% nel 2024, contro il 7% del 2023. Le previsioni finali per il 2025 indicano un incremento della produzione del 2% e dei costi operativi dello 1,9%, prevedendo una lieve crescita del mol dello 0,6% rispetto al 2024. In prospettiva è rilevante l’incertezza legata al quadro di finanza pubblica, ma non emergono differenze significative per dimensione aziendale.
Con un’intonazione positiva sul margine, le aziende hanno potuto fronteggiare una crescita degli ammortamenti, accelerata sia per la dinamica degli investimenti sia per la normalizzazione delle rate sospese in epoca COVID.
Nel contesto di rinnovamento strutturale, le flotte autobus hanno registrato un miglioramento significativo dell’età media: da 12,1 anni (2018) a 9,4 anni (2024). Gli investimenti hanno accompagnato un aumento degli autobus a basse emissioni o elettrici: +74,1% nelle immatricolazioni di bus elettrici, considerato anche che, oggi, circa il 75% dei veicoli è Euro 5, Euro 6 o elettrico. Gli investimenti materiali hanno raggiunto il 12,6% del valore della produzione nel 2024.
Allo stato attuale dell’implementazione, il primo semestre del 2025 mostra risultati positivi nelle misure Pnrr: Missione 2 (rivoluzione verde e transizione ecologica) al 65%, Missione 3 (infrastrutture per una mobilità sostenibile) al 59%. L’esecuzione proietta una strategia di investimenti per il periodo successivo, con una concentrazione di obiettivi prevista per il 2026 e la necessità di continuare l’impegno per la mobilità sostenibile.
Le tariffe restano una criticità significativa: crescono, ma in modo moderato rispetto all’inflazione. Tra il 2016 e il 2025 l’inflazione è aumentata del 25,2%, mentre la tariffa media ha registrato un incremento del 12,5%, passando da 1,39 euro a 1,67 euro per il biglietto a tempo, e da 36,3 euro a 38,2 euro l’abbonamento mensile. L’andamento delle tariffe contribuisce a riflettere una traiettoria di fragilità economica nel settore.
Andrea Gibelli, presidente di Asstra, ha sottolineato come, nonostante il recupero progressivo delle performance, permanga un futuro incerto e una domanda non pienamente ristabilita. L’attenzione è rivolta alla stabilizzazione del Fondo Nazionale, al finanziamento integrale del ccnl e alla continuità degli investimenti post-Pnrr, evidenziando l’esigenza di strumenti tariffari evoluti per garantire equilibrio economico e trasporto pubblico sostenibile.
Laura Campanini, responsabile local public finance, research department di Intesa Sanpaolo, ha evidenziato una performance economico-finanziaria mediamente solida in un triennio di normalizzazione, nonché differenze fra servizi e territori. L’analisi mostra investimenti in materiale rotabile e infrastrutture pari al 12,6% del valore della produzione nel 2024, sostenuti dal supporto nazionale ed europeo e dall’andamento di programmi Pnrr. Per il 2025 si prevede un ulteriore consolidamento dei risultati e una prosecuzione del trend di crescita degli investimenti.
investimenti, rinnovamento e prospettive
Il quadro conferma una fase di transizione in cui le aziende di tpl accelerano l’aggiornamento delle flotte e delle infrastrutture, consolidando una traiettoria orientata alla sostenibilità e all’innovazione nei ricavi, con tariffe che si adeguano agli investimenti per un servizio migliorato e più attrattivo.