Radiologia interventistica: il quarto pilastro nella lotta contro i tumori
La radiologia interventistica consolida la sua funzione di punto di svolta nella gestione oncologica, unendo imaging avanzato, strumenti di precisione e approcci terapeutici mirati. In occasione di un importante convegno internazionale tenutosi a Milano, esperti provenienti da diverse realtà hanno presentato progressi e applicazioni che ampliano le possibilità di trattamento per tumori rientranti in fegato, polmone, pancreas e rene, offrendo nuove prospettive di cura e qualità di vita per i pazienti.
radiologia interventistica: risultati e prospettive nel trattamento dei tumori
Questo campo è oggi considerato come quarto pilastro della oncologia, accanto a chemioterapia, chirurgia e radioterapia, capace di integrare tecnologia all’avanguardia e interventi mirati. Le tecniche disponibili permettono di distruggere cellule tumorali con approcci sia termici sia non termici, offrendo strumenti che possono minimizzare complicanze e restituire rapidamente la funzione dell’organo interessato.
Durante il congresso, i relatori hanno sottolineato che l’intervento non è isolato ma inserito in percorsi clinici multidisciplinari. Le procedure radiologiche incidono non solo sul danno diretto alle cellule tumorali, ma potenziano l’azione della chemioterapia e dell’immunoterapia, contribuendo a una strategia terapeutica integrata che favorisce risposte terapeutiche mirate e una gestione globale del paziente oncologico.
procedure ablative: sistemi termici e non termici
Si possono utilizzare sistemi di ablazione che operano mediante calore o freddo per eliminare il tessuto maligno, offrendo una terapia molto focalizzata e una riduzione del rischio di complicanze rispetto all’intervento chirurgico tradizionale. Oltre alle modalità termiche, esistono anche trattamenti ablativi non termici che neutralizzano le cellule tumorali preservando quanto possibile il tessuto sano circostante. Nel complesso, tali tecniche hanno dimostrato efficacia in diverse neoplasie e rappresentano una scelta rilevante per tumori epatici, polmonari, renali e pancreatici.
La sinergia con terapie systemiche completa il quadro: l’uso combinato di radiologia interventistica, chemioterapia e immunoterapia può aumentare l’efficacia complessiva e offrire percorsi terapeutici più articolati e personalizzati. Questo approccio multi-strumento è al centro di nuove dinamiche di cura che mirano a risultati paragonabili a quelli della chirurgia in specifiche sedi tumorali, mantenendo al centro la persona e la sua qualità di vita.
valore della multidisciplinarità e formazione
Il dibattito ha evidenziato come la radiologia interventistica oncologica rappresenti una componente avanzata della medicina, con un impatto crescentenui sui percorsi clinici e sulla formazione di nuove figure professionali. L’attenzione alla formazione e alla collaborazione tra radiologi, oncologi, medici di laboratorio e chirurghi è considerata essenziale per consolidare pratiche di alto livello e favorire l’adozione diffusa di approcci integrati.
Nella cornice dell’evento sono emersi nomi chiave che hanno guidato le discussioni e mostrato la traiettoria di sviluppo della disciplina.
- Gianpaolo Carrafiello — presidente di ICIO, direttore di radiologia del Policlinico di Milano, professore all’Università degli Studi di Milano
- Luca Brunese — presidente eletto SIRM e co‑presidente del congresso
- Nicoletta Gandolfo — presidente nazionale SIRM, direttrice del Dipartimento Immagini ASL 3 di Genova
- Francesco Blasi — preside della Facoltà di Medicina e prorettore dell’Università degli Studi di Milano