Radiologi: "Prevenire infortuni per 4mila atleti a Milano-Cortina
la diagnostica per immagini nello sport assume un ruolo cruciale in vista dei giochi milano-cortina 2026, ponendo al centro della gestione sanitaria la appropriatezza e la sicurezza delle metodiche utilizzate. un percorso formativo specifico è stato ideato per aggiornare e consolidare l’uso dell’imaging nel percorso di cura dell’atleta, dalla prevenzione al ritorno all’attività. si stima la presenza di quasi 4.000 atleti coinvolti, con un aumento della domanda di supporto medico nella fase di avvicinamento agli eventi. il ciclo formativo, articolato in tre sessioni, ha già visto tappe a milano e roma e si è concluso a cortina d’ampezzo con la partecipazione di 23 relatori e circa 100 professionisti sanitari.
- Nicoletta Gandolfo
- Andrea Giovagnoni
- Giuseppe Massazza
- Luca Maria Sconfienza
- Ettore Squillaci
diagnostica per immagini nello sport: formazione e pratica per la salute dell’atleta
la presidente della società italiana di radiologia medica e interventistica sottolinea che l’imaging va oltre la diagnosi: integra il team medico che assiste l’atleta, comprendente ortopedici, cardiologi, medici dello sport, fisiatri, fisioterapisti e neurologi. l’obiettivo è una formazione realmente congiunta, capace di coniugare il sapere tecnologico con l’esperienza clinica per gestire l’atleta dal primo infortunio al pieno recupero. l’imaging diventa anche elemento di predizione del rischio e il radiologo formato in medicina dello sport partecipa attivamente alle decisioni di cura, garantendo pratiche sicure e appropriate.
- Nicoletta Gandolfo
- Andrea Giovagnoni
- Giuseppe Massazza
- Luca Maria Sconfienza
- Ettore Squillaci
un modello di lavoro integrato tra tecnologia e pratica clinica
l’implementazione formativa nasce come progetto ambizioso nel 2024 e si collega in modo strutturale a Milano-Cortina 2026: i partecipanti non sono solo radiologi, ma l’intero team dedicato alla salute dell’atleta, inclusi ortopedici, cardio-neurologi, medici dello sport e terapisti. l’intento è costruire percorsi di risposta rapidi e sicuri, integrando le competenze tecnologiche con l’esperienza clinica per migliorare la gestione dall’infortunio al ritorno all’attività, evitando esami sproporzionati o non necessari e assicurando una comunicazione chiara ed efficace dei risultati.
ruolo del radiologo nello sport e nel percorso di cura
la missione è definire criteri rigorosi di appropriatezza e sicurezza: scegliere la metodica corretta, limitare l’esposizione a radiazioni ionizzanti, evitare l’uso improprio del mezzo di contrasto e valorizzare i risultati come supporto alle decisioni cliniche. una diagnostica non adeguata o eccessiva può tradursi in interruzioni ingiustificate dell’attività, tempi di recupero allungati e trattamenti superflui, con conseguenze sull’atleta e sulla squadra. l’imaging, quindi, va pensato come parte di un percorso di risposta rapido, sicuro e integrato con tutte le altre discipline sanitarie.
sfide logistiche e obiettivi per l’organizzazione sanitaria olimpica
il contesto di milano-cortina 2026 viene descritto come una sfida senza precedenti per la gestione dei servizi medici: 13 location tra stadi, arene, piste e centri sportivi distribuiti su tre regioni richiedono un sistema sanitario efficiente e coordinato con le realtà locali. il radiologo specializzato in medicina dello sport assume un ruolo decisivo nel percorso diagnostico e gestionale degli atleti, contribuendo a sviluppare tecnologie e know-how utili a un modello di cura integrato.
diagnostica avanzata e gestione multimodale delle lesioni
l’imaging gioca un ruolo centrale nella diagnosi e cura dei traumi muscolo-scheletrici: le patologie muscolari, tra cui stiramenti e lesioni, richiedono una valutazione integrata che combini diagnostica per immagini, analisi biomeccanica del gesto sportivo e strategie terapeutiche multimodali per facilitare il ritorno all’attività e ridurre il rischio di recidive. l’uso della risonanza magnetica è cresciuto nelle ultime edizioni olimpiche, riflettendo una tendenza verso strumenti diagnostici sempre più mirati e efficaci.
in chiusura, la rete di formazione promossa dalla SIRM conferma l’impegno delle società scientifiche nello sviluppo di competenze condivise, valorizzando il sistema sanitario nazionale dal punto di vista operativo ed economico.
- Nicoletta Gandolfo
- Andrea Giovagnoni
- Giuseppe Massazza
- Luca Maria Sconfienza
- Ettore Squillaci