Pesca, Dika: "Vicini alle esigenze del settore ittico
fermo pesca prolungato: confronto tra operatori ittici toscani e istituzioni per analizzare gli effetti di una misura ministeriale che estende il periodo di fermo oltre ottobre, interessando anche novembre. L’incontro ha coinvolto rappresentanti delle sindacali di categoria e figure regionali, con l’obiettivo di verificare le conseguenze economiche e individuare eventuali margini di intervento.
fermo pesca prolungato: confronto tra operatori ittici toscani e istituzioni
Al tavolo sono intervenuti il sottosegretario Bernard Dika e i rappresentanti di UILA Toscana, Federagripesca, Flai CGIL e Flai Cisl Toscana. Il tema centrale è stato l’estensione, da ottobre a novembre, del fermo delle attività di pesca decisa a livello ministeriale e le ripercussioni sulla filiera.
«La Regione conosce le difficoltà vissute negli ultimi mesi dalle aziende del Settore – e lavora assieme a tutti gli operatori per valutare margini di intervento in una situazione che non dipende da scelte regionali. Non possiamo girarci dall'altra parte perché ne va della sostenibilità di aziende importanti per il nostro territorio e che non vogliamo lasciare sole»
Sonia Barchielli, direttrice della Cooperativa labronica Motopescherecci e del Mercato etico di Livorno, descrive la situazione descrivendo la gestione operativa delle attività. «Il primo novembre le nostre barche dovevano riprendere il mare», ma è arrivato il provvedimento ministeriale che le ha obbligate al fermo, perché, secondo i calcoli ministeriali, le giornate di pesca disponibili erano esaurite e l’UE richiede la fermata
La responsabile aggiunge che è difficile ricostruire come sia nata la problematica e se abbiano pesato i dati relativi al lavoro di barche con licenze particolari di altre Regioni, che hanno modificato il plafond delle giornate utilizzate. La realtà attuale mette tutto il settore davanti a una situazione in cui si passa da un mese a due mesi di fermo, provocando conseguenze non solo per le barche e gli armatori, ma anche per i mercati toscani che lavorano esclusivamente con prodotto locale, considerato di eccellenza.
Danilo Di Loreto, responsabile regionale per Coldiretti Toscana per la pesca e l’acquacoltura, aggiunge che il prolungamento ha danneggiato la sostenibilità economica della filiera. «Ci sono aziende che improvvisamente si sono trovate a chiudere un mese in più, con spese fisse invarianti e senza una compensazione di vendita, generando una situazione di crisi per le imprese»
Di Loreto sottolinea che l’impatto non riguarda solo i 400 addetti diretti al settore pesca, ma si estende a un numero molto maggiore di lavoratori lungo l’intera filiera. Si stimano circa 3.000 famiglie coinvolte, con conseguenze diffuse e una pressione su liquidità e gestione delle attività. In assenza di ristori previsti dall’attuale FEAMPA, il Fondo europeo per una pesca e un’acquacoltura sostenibili potrebbe intervenire con forme di sostegno concrete; in tale ottica, la Regione ha mostrato impegno a sperimentare soluzioni alternative.
conclusione operativa dell’incontro mette in luce la necessità di misure tangibili per sostenere la redditività delle aziende e la tenuta dell’intera filiera, oltre a valutare strumenti di supporto comunitari in assenza di provvedimenti nazionali immediati.
conseguenze economiche e gestione della filiera
La sospensione prolungata della pesca ha ripercussioni sulla gestione delle risorse e sull’equilibrio economico delle imprese locali. Le spese fisse, la manutenzione delle imbarcazioni e i costi associati restano invariati, mentre la domanda e i ricavi non hanno trovato immediata compensazione. Il tema centrale resta la salvaguardia della produzione locale e del mercato toscano, con particolare attenzione ai prodotti di alta qualità provenienti da aziende regionali.
interventi possibili e prospettive di sostenibilità
In assenza di ristori immediati, si considerano strumenti di sostegno tramite FEAMPA e altre forme di sostegno mirato, con l’obiettivo di contenere l’impatto sulle famiglie e sulle imprese coinvolte. L’orizzonte è quello di soluzioni alternative che permettano una ripresa più rapida e una gestione economica più stabile della filiera.
nominativi presenti al tavolo
Presenze al tavolo:
- Bernard Dika – sottosegretario alla Presidenza della Regione
- Francesco Ceccanti – UILA Toscana
- Andrea Bartoli – Federagripesca
- Niccolò Cartorillo – Flai CGIL
- Massimiliano Gori – Flai Cisl Toscana
- Sonia Barchielli – Cooperativa labronica Motopescherecci / Mercato etico di Livorno
