Nuovo modello digitale per stimolazione cognitivo-motoria precoce in Terapia Intensiva
Una strategia di stimolazione cognitivo-motoria nella Terapia Intensiva propone un approccio integrato che mette al centro la persona ricoverata, combinando strumenti semplici con una gestione multidisciplinare. L’obiettivo è stimolare la funzione cognitiva e la mobilità in modo continuo, riducendo il rischio di complicanze legate all’immobilità e al prolungarsi del soggiorno ospedaliero, senza richiedere un incremento del personale dedicato.
stimolazione cognitivo-motoria in terapia intensiva: modello h.e.r.m.e.s.
descrizione e obiettivi
Il programma utilizza tablet equipaggiati con immagini, video e contenuti audio realizzati dai professionisti della riabilitazione, insieme a una selezione di applicazioni mirate a sostegno di memoria, attenzione e orientamento. Si associano strumenti per la riduzione di ansia e paura tipiche dell’esperienza di ricovero, al fine di potenziare la stimolazione multisensoriale nelle 24 ore.
La finalità è migliorare la presa in carico globale del paziente riducendo la debolezza muscolare da immobilità, ridurre il rischio di delirium e contribuire a una riduzione dei tempi medi di degenza in terapia intensiva, mantenendo una gestione sostenibile del personale.
strumenti e contenuti
La fase iniziale prevede la produzione di contenuti di immediata comprensione relativi a posizionamenti principali, cambi posturali e mobilizzazione attiva dei distretti corporei: arti inferiori e superiori, muscolatura testa-collo e funzione bucco-facciale. È prevista una selezione di applicazioni per stimolazione cognitiva, dalla memoria all’esplorazione visuo-spaziale, fino a tecniche di rilassamento. Il repertorio è personalizzato sulle condizioni cliniche dei singoli pazienti, offrendo stimoli adeguati anche a chi può svolgere attività in autonomia o con il supporto di un caregiver.
implementazione e personalizzazione
L’approccio multidisciplinare è cruciale per garantire una cura individualizzata e una continuità di intervento. Il programma mira a estendere la stimolazione multimodale non solo agli interventi dei professionisti, ma anche agli infermieri, agli OSS della rianimazione e ai caregiver, assicurando un percorso riabilitativo precoce, integrato e verificato.
coordinamento e collaborazione multiprofessionale
In dialogo con la direzione clinica, si struttura un modello di lavoro che coinvolge fisioterapisti e logopedisti per disegnare contenuti e flussi operativi comuni. L’obiettivo è favorire la motivazione e l’adesione al trattamento, accelerando il recupero funzionale e contribuendo a una gestione efficiente delle complicanze legate all’immobilità.
valutazione degli esiti e follow-up
Gli esiti del progetto saranno monitorati con attenzione durante la fase di arruolamento e rivalutazione al momento della dimissione. Il percorso prevede un ambulatorio di follow-up dedicato nell’anno successivo alla dimissione, per la presa in carico continua e la verifica della continuità tra ospedale e territorio.
figure chiave coinvolte nel progetto
- dottor vittorio pavoni
- dott.ssa elisa buonandi
- dott.ssa monica chitì
- beatrice bettazzi
- dott. jacopo cappellini
