Meta sotto accusa: stop all'esclusività dei chatbot su WhatsApp

• Pubblicato il • 2 min
Meta sotto accusa: stop all'esclusività dei chatbot su WhatsApp

Un intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha disposto la sospensione delle condizioni che escludono chatbot concorrenti da WhatsApp, nell’ambito di un’istruttoria avviata a luglio 2025 per presunto abuso di posizione dominante. L’intervento si inquadra nel contesto dell’integrazione di Meta AI nell’app di messaggistica, che ha sollevato dubbi sull’accesso equo alle tecnologie e ai servizi correlati.

antitrust sospende condizioni che escludono chatbot concorrenti da whatsapp

Il procedimento è stato ampliato il 25 novembre, con l’avvio del sub-procedimento cautelare relativo all’impatto delle nuove WhatsApp Business Solution Terms, che disciplinano l’accesso a WhatsApp per le imprese di Chatbot AI. Secondo l’Autorità, la pratica contestata potrebbe limitare la produzione, gli sbocchi commerciali e lo sviluppo tecnico nel mercato dei chatbot basati su intelligenza artificiale, danneggiando i consumatori e ostacolando la contendibilità di mercato.

La misura cautelare è stata adottata dopo aver verificato che la condotta possa avere effetti concreti sul territorio italiano, interferendo con dinamiche competitive e creando potenziali danni gravi e irreparabili nel tempo necessario al proseguimento dell’istruttoria.

perimetro della misura cautelare

La valutazione dell’Autorità riguarda le condizioni contrattuali che regolano l’accesso alle API e alle risorse per i chatbot AI all’interno di WhatsApp. L’esclusione di concorrenti dall’ecosistema della piattaforma viene considerata una restrizione che può incidere sull’innovazione e sulla possibilità di accesso a soluzioni alternative per le imprese del settore.

la posizione di meta

Meta ha definito la decisione infondata, sostenendo che l’introduzione di chatbot AI sulle Business API ha esercitato pressione sui propri sistemi, non progettati per quel tipo di utilizzo. L’azienda afferma che WhatsApp non è uno store di app e che i canali di accesso al mercato per le soluzioni di IA sono gli app store, i siti web e le partnership di settore, non la piattaforma WhatsApp Business. È previsto un ricorso per contestare la misura.

impatto sul mercato e sviluppi normativi

La decisione dell’Autorità si concentra sull’effetto anti-concorrenziale potenziale e sull’esigenza di preservare condizioni competitive nel mercato dei chatbot AI. L’esito dell’istruttoria e gli eventuali sviluppi giuridici future potrebbero ridefinire l’accesso alle risorse di WhatsApp per le soluzioni basate su intelligenza artificiale e modulare le dinamiche tra piattaforme di messaggistica e fornitori terzi di Chatbot.

nominativi presenti nel contenuto:

  • Mark Zuckerberg
L’Antitrust: Meta smetta di escludere da WhatsApp i chatbot AI concorrenti. Il gruppo annuncia ricorso
Categorie: Tecnologia

Per te