Intervento del sottosegretario Barachini nel Libro dei Fatti
In un contesto segnato da manipolazioni digitali e dalla diffusione di contenuti che incidono sull’opinione pubblica, la 35ª edizione del Libro dei Fatti dell’Adnkronos si propone come riferimento affidabile per la responsabilità giornalistica e la fiducia dei lettori. In libreria dal 4 dicembre 2025, con una cronologia ampliata fino al 31 ottobre 2025, il volume propone una rassegna di fatti e fonti verificabili, costruita per valorizzare l’impegno dei cronisti e la necessità di informare con chiarezza.
libro dei fatti 2025: responsabilità e fiducia nell'informazione
contestualizzare l’opera tra passato e presente
Nel dibattito odierno sull’informazione, l’opera si presenta come promemoria della responsabilità professionale e della tutela della reputazione giornalistica. La riflessione di Barachini evidenzia come la raccolta di fatti verificabili rafforzi la relazione tra fonti, cronisti e cittadini, ponendo al centro l’accuratezza, la verifica e la trasparenza. Un aneddoto rileva come l’esempio di un editore possa aprire una strada tra memoria storica e prassi odierna: nel 1990 il collega Pippo Marra, ospite della Casa Bianca, fu conquistato dall’idea di un libro che, in tempi non ancora dominati da Internet, custodiva storie, dati e racconti che avrebbero ispirato una versione italiana di grande rilievo. Da quell’esperienza nacque l’orientamento a proporre una raccolta nazionale capace di accompagnare la lettura critica degli eventi.
un riferimento contro disinformazione e polarizzazione
In un panorama caratterizzato da disinformazione, polarizzazione e nuove forme di contenuti manipolati, il libro viene presentato come strumento per rafforzare la fiducia tra fonti d’informazione, lavoro giornalistico e cittadini. La pubblicazione sostiene la libertà di stampa e il diritto all’informazione come presidi essenziali della partecipazione democratica, offrendo una cornice critica utile a decodificare eventi senza ridursi a interpretazioni superficiali. Il testo riconosce che, nello spazio digitale, la responsabilità rimane centrale per preservare una lettura pluralistica della realtà.
l’importanza dell’esperienza diretta dei cronisti
Secondo l’autorevolezza della voce istituzionale coinvolta, il libro testimonia il valore del lavoro degli organi di informazione: i cronisti delle agenzie verificano, vanno sul posto, osservano e raccontano con l’esperienza diretta. Questo approccio fonda una traccia sicura per il presente e per il futuro, mantenendo intatta la storia e la reputazione delle redazioni.
la rilevanza umana dell’informazione nell’era dell’intelligenza artificiale
In un periodo dominato dall’intelligenza artificiale, il testo sottolinea che l’approccio umano e la responsabilità professionale restano elementi chiave per spiegare e difendere i fatti. Il volume traccia una strada solida che privilegia la verifica, l’accuratezza e l’autorevolezza, offrendo un riferimento stabile per una cultura informativa aperta e competente.
persone citate nel testo
- Alberto Barachini — sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria
- Pippo Marra — editore, ospite della Casa Bianca