Gesualdo (Fism): "Ddl Testo Unico è un'occasione storica, ora o mai più
Un dinamico allineamento tra ricerca, innovazione e collaborazione nel sistema sanitario traccia il cammino del Ddl sul testo unico della farmaceutica, avviando un percorso parlamentare destinato a ridefinire l’accesso al farmaco, le reti territoriali e gli strumenti di valutazione. L’obiettivo è accelerare l’accesso al farmaco, potenziare le farmacie di continuità e promuovere una trasformazione digitale che accompagni l’innovazione in chiave di sostenibilità, con l’HTA (Health Technology Assessment) come perno di valutazione delle tecnologie sanitarie.
- Loreto Gesualdo (presidente della Federazione delle società medico-scientifiche, Fism)
testo unico della farmaceutica: percorso parlamentare e priorità di innovazione
Nel contesto romano dell’evento dedicato alla riforma della legislazione farmaceutica, si evidenzia come il cammino legislativo vada oltre la mera modifica normativa, presentando un’occasione per consolidare strumenti di valutazione, accesso e sostenibilità. Il dibattito sottolinea l’interdipendenza tra innovazione e sostenibilità, accompagnata dall’adozione di un HTA strutturato che informi le decisioni cliniche ed economiche a livello nazionale e territoriale.
- Loreto Gesualdo (presidente della Federazione delle società medico-scientifiche, Fism)
ruolo di ricerca, innovazione e rete operativa
La discussione mette in evidenza come la ricerca possa alimentare un sistema sanitario più reattivo, grazie a investimenti mirati e a una forte collaborazione tra pubblico e privato. Le reti territoriali, in particolare le farmacie di continuità, emergono come nodi essenziali per garantire continuità assistenziale, mentre la digitalizzazione accompagna ogni fase della catena del valore, dall’integrazione dei dati clinici alla tracciabilità dei processi.
- Loreto Gesualdo (presidente della Federazione delle società medico-scientifiche, Fism)
sfide e prospettive internazionali per l’italia
La prospettiva nazionale individua una dialettica tra interessi europei e sviluppo tecnologico-industriale interno. Il confronto con realtà come la Germania e la Francia, insieme a riferimenti internazionali, sottolinea che il paziente italiano non può essere considerato di serie B; l’Europa è chiamata a sostenere uno sviluppo più rapido ed equo, accompagnando l’adozione di nuove dinamiche di mercato e di innovazione sanitaria.
- Loreto Gesualdo (presidente della Federazione delle società medico-scientifiche, Fism)