Cometa verde 3I/ATLAS: anticoda stabile in avvicinamento alla Terra
Un oggetto proveniente dallo spazio extra‑solare sta offrendo un richiamo unico per la comunità scientifica: 3i/atlas, scoperta a luglio, sta attraversando il Sistema solare con caratteristiche che spingono a osservazioni continue e a discussioni pubbliche sul suo comportamento. L’evento più atteso riguarda il passaggio nelle prossimità terrestri, previsto entro poche settimane, che sarà seguito con attenzione dall’osservazione professionale e dall’interesse di appassionati in tutto il mondo.
3i/atlas: caratteristiche e percorso
3i/atlas: passaggio ravvicinato e distanza
Il passaggio più ravvicinato è previsto per il 19 dicembre, a una distanza di circa 170 milioni di miglia dalla Terra. Secondo l’ente aerospaziale statunitense, l’oggetto non si avvicinerà oltre 1,8 unità astronomiche dal pianeta, equivalenti a circa 270 milioni di chilometri. Queste distanze indicano che l’evento non comporta alcun rischio per la Terra o per gli altri corpi del Sistema solare.
3i/atlas: origine, scoperta e contesto osservativo
Scoperta il 1 luglio dai telescopi ATLAS in Cile, 3i/atlas è il terzo corpo interstellare noto a transitare nel nostro sistema solare, dopo 1I/‘Oumuamua nel 2017 e 2I/Borisov nel 2019. La NASA continuerà a monitorare il corpo lungo il viaggio che lo porterà a superare l’orbita di Giove nella primavera del 2026, per poi uscire definitivamente dal Sistema solare. Il pubblico potrà seguire una diretta streaming, prevista alle 5.00 (ora italiana) del 19 dicembre, curata dal Virtual Telescope Project guidato dall’astronomo Gianluca Masi.
3i/atlas: anti-coda e interpretazioni scientifiche
Un elemento di interesse è la cosiddetta anti‑coda, visibile già dalla fine di luglio durante l’avvicinamento al Sole. In un articolo pubblicato sul blog Medium, il professore Avi Loeb, docente di Astronomia all’Università di Harvard, sottolinea che questa prominente struttura, apparentemente puntata verso il Sole, potrebbe non rappresentare un semplice effetto prospettico. Secondo Loeb, degenererebbe in un getto di materiale reale. L’anti‑coda è stata osservata dal Telescope Spaziale Hubble durante l’approccio al Sole da una distanza geocentrica di circa 2,98 unità astronomiche. La caratteristica è rimasta evidente nelle numerose immagini raccolte e, recentemente, è stata anche documentata dall’astrofilo Teerasak Thaluang con un telescopio di 26 centimetri. L’osservazione più recente conferma la stabilità della anti‑coda per circa cinque mesi, durante un percorso che ha coperto circa mezzo miliardo di chilometri.
3i/atlas: monitoraggio pubblico e contributi scientifici
Durante l’avvicinamento sono state effettuate osservazioni da sedi internazionali, con l’impiego di infrastrutture avanzate come lo spettrografo GMOS del telescopio Gemini North a Maunakea, alle Hawaii. In parallelo, iniziative di divulgazione hanno coinvolto studiosi e studenti di tutto il mondo, offrendo una panoramica sulle peculiarità dello spettacolo celeste offerto da 3i/atlas.
figure chiave e contributi pubblici
Nominativi di rilievo associati all’evento e alla divulgazione:
- Avi Loeb
- Gianluca Masi
- Teerasak Thaluang
