Addio a May Britt, la diva svedese che conquistò Cinecittà
Nel panorama del cinema internazionale, la figura di May Britt rappresenta un ponte tra l’iconografia della scena italiana degli anni Cinquanta e l’epoca d’oro di Hollywood. Attrice svedese dalla carriera breve ma intensamente significativa, ha contribuito a far convergere culture diverse sul grande schermo, accompagnando una vita privata altrettanto closely seguita. La sua storia, ricca di collaborazioni importanti e di scelte che hanno cambiato direzione al proprio percorso professionale, si intreccia con momenti chiave del cinema del XX secolo.
may britt: dalla svezia al cinema internazionale
gli esordi in italia e la scoperta
Nata a Lidingö, nei pressi di Stoccolma, il 22 marzo 1934, Majbritt Wilkens fu individuata nel 1951 da Carlo Ponti e Mario Soldati mentre lavorava come assistente di un fotografo. Cercavano una giovane donna per il ruolo di Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, e la proposero immediatamente per la parte. May Britt si trasferì a Roma e fece il suo debutto cinematografico nel 1952, inaugurando una fase di intensa attività nel cinema italiano. Tra le produzioni realizzate a Cinecittà compaiono numerosi titoli significativi, tra cui Le infedeli (1953) di Steno e Mario Monicelli, La lupa (1953) di Alberto Lattuada, Il più comico spettacolo del mondo (1953) di Mario Mattoli, La nave delle donne maledette (1953) di Raffaello Matarazzo, Cavalleria rusticana (1953) di Carmine Gallone, Vergine moderna (1954) di Marcello Pagliero, Silenzio… si spara! (1955) di John Berry, L'ultimo amante (1955) di Mario Mattioli e Prigionieri del male (1955) di Mario Costa.
Nel 1956 partecipò al kolossal «Guerra e pace» di King Vidor, un passaggio che segnò il suo ingresso definitivo negli studi americani. A Hollywood firmò un contratto con la 20th Century Fox e prese parte a produzioni internazionali che ampliarono notevolmente i confini della sua notorietà.
carriera hollywoodiana e collaborazioni
Tra i titoli di maggior rilievo che la portarono sul grande schermo statunitense si contano: I giovani leoni (1958) di Edward Dmytryk, accanto a Marlon Brando; I cacciatori (1958) di Dick Powell con Robert Mitchum; L’angelo azzurro (1959) di Edward Dmytryk nel ruolo di Lola-Lola, remake dell’omonimo classico del 1930; Sindacato degli assassini (1960) di Burt Balaban e Stuart Rosenberg.
La sua vita privata suscitò notevole scalpore: nel 1959 incontrò Sammy Davis Jr., una relazione pubblica nel 1960 che, all’epoca, incontrò resistenze legali per i matrimoni interrazziali in numerosi stati americani. Il 13 novembre 1960 i due si unirono in matrimonio a Los Angeles, con Frank Sinatra come testimone. Dopo il matrimonio, Britt si ritirò quasi completamente dall’attività cinematografica per dedicarsi alla famiglia, vivendo tra gli Stati Uniti e l’Italia. Dalla loro unione nacque la figlia Tracey, e furono adottati altri due figli, Mark e Jeff. Il matrimonio si concluse nel 1968.
attività successive e ultimo periodo
In seguito al divorzio, May Britt tornò sporadicamente sul piccolo schermo, prendendo parte a serie come The Danny Thomas Hour, Missione impossibile, The Most Deadly Game, The Partners e Probe, e nel 1977 apparve nel film «Haunts - Spettri del passato». Condusse poi una vita dedicata alla pittura e a una minore visibilità pubblica. Nel 1993 risposò con Lennart Ringquist, imprenditore e allevatore, scomparso nel 2017. May Britt lascia due figli adottivi, una sorella e numerosi nipoti; la figlia Tracey è deceduta nel 2020.
Questa biografia riassume una carriera che ha attraversato due grandi capitali del cinema, evidenziando come una giovane svedese sia riuscita a imporsi in contesti differenti, lasciando un segno sia sul piano artistico sia su quello personale.
figura dominante nella sua storia, May Britt resta una presenza chiave per comprendere le dinamiche tra cinema europeo e hollywoodiano durante gli anni ’50 e ’60, nonché l’evoluzione delle relazioni tra generazioni di artisti internazionali.
Figure menzionate nel testo:
- May Britt
- Carlo Ponti
- Mario Soldati
- Sammy Davis Jr.
- Frank Sinatra
- Marlon Brando
- Robert Mitchum
- Edward Dmytryk
- King Vidor
- Dick Powell
- Burt Balaban
- Stuart Rosenberg
- Lennart Ringquist
- Tracey
- Mark
- Jeff