Dazi e guerra commerciale: come il rischio escalation impatta sui mercati in Italia

situazione attuale dei mercati finanziari
Attualmente, i mercati finanziari si trovano in una fase di forte risk-off, influenzata dalla possibilità di ritorsioni da parte di altri paesi e dall’escalation di una guerra commerciale. Questa valutazione è stata espressa da Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di Ig Italia, dopo l’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardo al ‘Liberation Day’ e al piano sui dazi.
dazi annunciati dal presidente trump
Il piano prevede una tariffa universale del 10% su tutte le importazioni a partire dal 5 aprile. Inoltre, sono state introdotte tariffe specifiche per paese: il 34% sui prodotti cinesi, il 24% su quelli giapponesi e il 20% sui beni provenienti dall’Unione Europea, con effetto dal 9 aprile. Un dazio del 25% è stato confermato anche per tutti i veicoli importati.
reazioni internazionali alle nuove tariffe
Il ministero del Commercio cinese ha fortemente criticato queste misure, definendole un atto di bullismo unilaterale, promettendo contromisure per tutelare i propri interessi. La Cina intende contestare le tariffe attraverso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), sostenendo che violano le normative sul commercio internazionale.
- Filippo Diodovich – Senior Market Strategist Ig Italia
- Donald Trump – Presidente degli Stati Uniti
- Ursula von der Leyen – Presidente della Commissione Europea
- Ishiba – Primo Ministro Giapponese
impatto delle tariffe sull’economia globale
Diodovich sottolinea che i mercati hanno reagito negativamente a queste decisioni poiché le tariffe hanno superato le aspettative iniziali, creando preoccupazioni circa un possibile aumento dell’inflazione negli Stati Uniti. Si stima che lo scenario principale possa portare a due tagli dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve nel 2025; Questa previsione potrebbe dover essere rivista.
conseguenze sul mercato azionario
I settori automobilistico e tecnologico hanno subito forti perdite a causa delle nuove politiche tariffarie. Le case automobilistiche come Ford, General Motors e Tesla temono l’impatto della tariffa del 25% sui veicoli importati. Anche aziende tecnologiche come Nvidia, Apple e AMD potrebbero affrontare un’erosione dei margini di profitto a causa della dipendenza dai componenti cinesi.