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Hubble: il telescopio compie 22 anni. Foto spettacolare per l'occasione

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Il telescopio spaziale Hubble cattura per noi, da quasi 22 anni, immagini spettacolari dalle profondità remote dell'universo e lo fa in maniera sempre eccellente.

Fu grazie alla cooperazione tra NASA ed ESA che nel lontano 24 aprile del 1990 fu possibile il suo lancio in orbita ed in occasione del suo 22° compleanno gli scienziati che la vorano al progetto hanno diffuso in rete le magnifiche immagini di 30 Doradus, una zona interna alla Nebulosa Tarantola da cui si originano delle stelle. La Nebulosa Tarantola si trova a circa 170.000 anni luce dalla Terra, nella Grande Nube di Magellano, e ad oggi è la più grande regione conosciuta in cui si formano le stelle.

John Grunsfeld, ricercatore della NASA ha spiegato che : "Hubble è il principale strumento scientifico al mondo per le osservazioni spaziali e ci permette di svelare i misteri dell'universo. In occasione del ventiduesimo compleanno di Hubble, la nuova immagine della regione 30 Doradus, luogo di nascita di nuove stelle, è più di una foto adatta all'anniversario".

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L'immagine ricopre uno spazio di oltre 650 anni luce e le stelle che si vedono sono milioni di volte più massive del nostro sole. La vicinanza della Nube di Magellano permette al telescopio Hubble di discernere bene le singole stelle e quindi di studiarle nel dettaglio.

Internet: è arrivata l'Internet-Quantistica. Niente più bit, ma solo atomi oscillanti

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 Lo straordinario studio , da poco pubblicato su  Nature, dimostra come sia possibile che anche le informazioni veicolate da reti di computer quantistici possano essere codificate. Ciò è possibile grazie ad una tecnica praticamente infallibile perchè è una tecnica che sfrutta la proprietà insita negli atomi di trovarsi in diversi stati energetici. Il fisico Stephan Ritter, autore della ricerca presso il Max-Planck-Institut für Quantenoptik , ha sottolineato che "Il passo fondamentale è stato integrare queste caratteristiche in un network chiuso". Negli ultimi anni si è parlato e discusso spesso di computer quantistici, ma fino ad oggi nessuno era riuscito a creare una rete "sicura" tra due di queste macchine, cioè una rete in grado di inviare informazioni che fossero sia affidabili che criptate. 

Per studiare il fenomeno è stato installato un cavo in fibra ottica di 60 metri sotto la strada che separa due laboratori del Max Planck creando un mini-network dotato di due nodi principali (A e B). Ognuno dei due punti della rete ospita un atomo che può avere stadi di energia separati definiti come 0 e 1, proprio come accade per i bit dei normali computer, ma con la sostanziale differenza che applicando un laser all'atomo A viene generato un fotone che viaggia attraverso il cavo fino al nodo B dove viene assorbito dal secondo atomo. Ed è prorpio questo passaggio di informazioni a modificare lo stato quantistico dell'atomo B che quindi si sincronizza sullo stato energetico del primo.

Ciò equivale ad una sorta di scambio di password attraverso un network tradizionale perchè le chiavi di codifica della criptazione viaggiano anche loro come pacchetti di dati sul network insieme al resto delle informazioni. Però, dato che si tratta di una password quantistica, che dipende da come viene sollecitato l'atomo, si ha che il segnale sia praticamente inattaccabile dall'esterno. Proprio come dimostra il paradosso di Schroedinger , il famoso paradosso del gatto nella scatola di cui non sappiamo se sia vivo o morto fino all'apertura della scatola stessa, nello stesso momento in cui un "osservatore" esterno alla rete provasse a captare le informazioni sullo stato quantistico dell'atomo con un altro laser otterrebbe solo un codice del tutto differente da quella iniziale. 

Infine, grazie al fenomeno dell'entanglement quantistico, Ritter prevede che si potranno aggiungere altri nodi al network fotonico e che tutti avranno lo stesso grado di protezione. Quindi ora bisogna solo attendere che la nuova tecnologia sia commercializzabile, infatti, ad oggi, per gestire la rete i tecnici stanno utilizzando delle apparecchiature estremamente sofisticate e di grandi dimensioni.

Sole: in arrivo una potente tempesta solare (video)

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Nella notte tra il 6 marzo ed il 7 marzo è stata registrata una imponente eruzione solare che ha prodotto una tempesta solare che sta investendo la Terra e che continuerà a farsi sentire ancora per qualche altro giorno. E' oramai accertato che le tempeste magnetiche non solo influiscono sulle prestazioni delle apparecchiature disturbado le comunicazioni radio, oscurando i radar e bruciando anche i sistemi di radionavigazione, ma possono creare danni anche agli esseri viventi. Modificano il flusso sanguigno, soprattutto nei capillari, agiscono sulla pressione arteriosa, e aumentano l'adrenalina.

A generare l’eruzione è stata la macchia solare classificata con il nome AR1429 che è visibile ai telescopi della Nasa solo da pochi giorni. Inoltre, data la sua potenza, è stata catalogata tra le eruzioni di classe X che sono proprio quelle più intense, cioè quelle capaci di scatenare tempeste magnetiche che riescono a provocare il blackout nelle comunicazioni radio in tutto il pianeta.

La Nasa ha anche registrato, in concomitanza all’eruzione, una consistente espulsione di materia dalla corona solare nello spazio. Secondo le ultime stime, fortunatamente, non è in rotta di collisione diretta con la Terra, ma non è escluso che tra l'8 e il 9 marzo possa comunque colpire di striscio il nostro campo magnetico aumentando notevolmente le turbolenze magnetiche che già stanno creando disagi alle altitudini maggiori.

La ripresa arriva dall'osservatorio Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa.

Neutrini più veloci della luce? Probabili anomalie nelle misure


015693-neutrini velocita_luceTutti ricordano la sensazionale notizia che il 23 settembre scorso destò stupore e grande meraviglia in tutto il mondo, ossia quando dal Cern fu diramata la notizia che la barriera della velocità della luce era stata infranta. A mettere in discussione le teorie di Einstein fu l'esperimento
Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso) nel quale un fascio di neutrini venne sparato dal Cern verso i Laboratori del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di fisica Nucleare (Infn), dimostrando che i neutrini sono in grado di coprire la distanza di 730km in 2,4 millisecondi con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocità attesa, ossia quella della luce. Dario Autiero, responsabile dell'analisi delle misurazioni, spiegò che per oltre sei mesi, insieme al suo team, rifece i calcoli innumerevoli volte prendendo sempre in considerzione tutti i possibili effetti che avrebbero potuto provocare errori nelle misure, come il terremoto all'Aquila o la deriva dei continenti, "Siamo abbastanza sicuri dei nostri risultati ma vogliamo che altri colleghi possano verificarli e confermarli".

Oggi è arrivata la smentita secondo la quale i calcoli effettuati dai ricercatori del progetto Opera erano errati e che l'anomalia che indusse in errore fu dovuta ad un malfuzionamento degli apparati di misura. Secondo delle fonti citate dall'American Association for the Advancement of Science l'errore fu di tipo sistematico e da attribuire ad una connessione difettosa nel cavo a fibra ottica tra il ricevitore gps, usato per registrare i tempi di spostamento dei neutrini, ed una scheda elettronica del computer (come riportato su ScienceInsider). Infatti dopo aver sistemato meglio i connettori e dopo aver misurato il tempo necessario ai dati per attraversare il cavo di connessione, i ricercatori avevavo trovato che i neutrini arrivavano 60 nanosecondi in anticipo rispetto alle previsioni, e poichè questo tempo veniva sottratto al tempo totale si verificò appunto la presunta anomalia nella loro velocità.

Naturalmente serviranno ulteriori verifiche e seguiranno ulteriori misure per dichiarare chiuso il caso.

 

 

 

In laboratorio dalle cellule germinali creati gli spermatozoi artificiali

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Le cellule germinali sono le staminali che danno luogo ai gameti maschili e femminili, spermatozoi e ovuli. Grazie all’utilizzo di queste cellule, i ricercatori dell’università di Muenster, Germania, sono riusciti a ricreare in laboratorio gli spermatozoi. Si tratta diuna tecnica che prevede l’estrazione dai testicoli di alcune staminali e l’immersione delle stesse in una speciale soluzione: ciò ha dato luogo a spermatozoi vitali e senza alcun danno dal punto di vista genetico.

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Scoperta una nuova particella all' Lhc

lhc-collision-simIeri, nel tardo pomeriggio, i ricercatori delle universita' britanniche di Birmingham e Lancaster, che lavorano all'esperimento Atlas del Cern di Ginevra, hanno dato una sensazionale notiza : grazie all'acceleratore di particelle Large Hadron Collider (Lhc)  è stata "trovata" una nuova particella, della famiglia dei mesoni, che fino ad oggi era stata prevista soltanto dai modelli teorici. Il suo nome è Chi_b(3P).

Trovati i "mattoni" della vita anche su Plutone

 

Plutone-viTramite il telescopio spaziale Hubble è stata fatta una nuova sensazionale scoperta. Sembra infatti che la superficie del pianeta non sia composta esclusivamente da ghiaccio ma che ci possano essere anche cospicue presenze di composti organici.

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La cometa Lovejoy è incredibilmente sopravvissuta

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La scampata distruzione della cometa LoveJoy ha destato grande interesse e grande incredulità in tutti quelli che la credevano oramai spacciata, come del resto sarebbe dovuto accadere e come è capitato a tutte le comete radenti che si sono trovate a passare così vicino al sole.

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