Wikipedia: Knapp, l'uomo che ha editato più di un milione di volte
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- Pubblicato Martedì, 24 Aprile 2012 10:29
- Scritto da Marseglia
Justin Knapp. Di sicuro saranno pochissimi coloro i quali conoscono questo nome, eppure lui è un uomo di trentanni dell'Indiana che in meno di dieci anni ha superato abbondantemente il 1.000.000 di contributi sull'enciclopedia online. Per capire la mole del suo lavoro basti pensare che dal 2005 ad oggi è riuscito a fare circa 380 correzioni al giorno, impiegandoci a volte più di 10 ore.
Il motivo per cui ha dedicato tutte queste ore al progetto è, come afferma lui stesso: " Diciamo che per me editare Wikipedia è un atto d'amore. Ma sento davvero che ciò aiuta altri esseri umani", anche se poi in effetti ha aggiunto che la possibilità di impegnarsi così tanto è dovuta anche al fatto che è rimasto improvvisamete disoccupato.
Lo stesso Jimbo Wales, il fondatore di Wikipedia, ha personalmente ringraziato più volte Knapp per il suo inestimabile contributo che ha risposto che non ha mai desiderato nulla in cambio per il suo lavoro ed ha precisato che " Se ciascuno capisse l'importanza di condividere le proprie conoscenze con gli altri uomini allora avrebbe di sicuro sempre qualcosa da aggiungere a Wikipedia".
FBI: sequestrato il server di Isole nella Rete
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- Pubblicato Venerdì, 20 Aprile 2012 11:22
- Scritto da Marseglia

Nel corso delle indagini sulle minacce di possibili attentati che potrebbe subire l'Università di Pittsburgh l'FBI ha deciso di sequestrare uno dei server gestito da Isole nella Rete.
Isole nella Rete è una importante eredità del network ECN, attivo sin dagli anni '80 con la sua rete di BBS, importante perchè tra i molti servizi multimediali che offre c'è anche l'anonymous remailer Mixmaster, che permette di inviare email in modo anonimo. Tra gli utenti ci sono molti attivisti per i diritti civili che sfruttano l'anonimato, oppure la possibilità di uno pseudonimo, offerto dal servizio per diffondere informazioni che potrebbero mettere in pericolo loro stessi o le loro famiglie. Alla base del sequestro ci sarebbe proprio l'ipotesi che l'autore delle minacce abbia usufruito di tale servizio di anonimato per inviare le sue minacce.
Il provvedimento dell'FBI che secondo molti non ha nulla a che fare con il sospettato che le autorità federali stanno cercando ha però causato molti disagi a migliaia di utenti vittime dell'improvvisa sospensione. A tal proposito Devin Theriot-Orr, il portavoce del provider Riseup Networks, anche lui uno tra le migliaia di persone che usufruivano di Isole nella Rete, ha dettto :" L'FBI sta usando un approccio molto pesante, spegnendo i servizi per centinaia di utenti per via delle azioni di un anonimo. Ciò risulta particolarmente maldestro se si considera che è improbabile che sul server vengano trovate tracce delle email incriminate. Sequestrare il server non fermerà le minacce. In più, il network di anonymous remailer non viene intaccato dall'eliminazione di questa macchina. Quindi non possiamo che chiederci perché sia stata intrapresa un'azione così drastica quando le autorità sapevano che nessuna informazione utile alle loro indagini avrebbe potuto essere trovata sul server".
Google: sa proprio tutto di te, soprattutto quanto ti masturbi
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- Pubblicato Martedì, 10 Aprile 2012 14:34
- Scritto da Marseglia

I ragazzi che lavorano alla testata "Extreme Tech" hanno da poco analizzato, mediante lo strumento "DoubleClick Ad Planner" fornito dallo stesso Google, il business che orbita intorno a determinati tipi di traffico web.
Tramite "DoubleClick Ad Planner" è possibile accedere ad un enorme database di siti web con informazioni circa il loro traffico e la loro disponibilità ad ospitare annunci pubblicitari, e quindi di selezionare e vedere la quantità di traffico del sito discriminando in base a vare opzioni, come età, reddito, tempo di permanenza nella pagina, etc. Applicando tale strumento al business legato al porno online "Extreme Tech" ha trovato dei risultati sicuramente singolari ed interessanti.
Il sito che detenie senza ombra di dubbio il primato di visite è "Xvideos" con circa 4,4 miliardi di pagine viste ogni mese. Basta cliccare su google la parola-chiave "porn" che Xvideos compare quasi sempre come primo risultato nella pagina di ricerca. A seguirlo c'è" Youporn"con 2,1 miliardi di pagine viste al mese. Per farsi un'idea della mole di utenti che si connettono a questi siti basti pensare che il "New York Times", pur essendo una delle pagine di informazione più visitate al mondo, non riesce a raggiungere nemmeno un decimo dei visitatori di Xvideos.
Come detto prima, con "DoubleClick Ad Planner" si può conoscere anche il tempo di permanenza sulle varie pagine, e sembra che gli uomini di età compresa dai 15 anni ai 55 anni trascorrano almeno 15 minuti al giorno su uno di questi siti porno, mentre ne trascorrano molti di meno sui siti di informazione.
Inoltre, tramite l'opzione che incrocia le pagine porno con le altre pagine web visitate, si scopre che gli affezionati di Xvideos sono anche amanti di musica latino-americana, di armi e di criminalità organizzata, mentre quelli di YouPorn sono maggiormente interessati a film per la famiglia e ad elettronica in generale.
Insomma, la morale della favola è che forse oramai Google sa tutto quello che facciamo e sono in molti a sentirsi preoccupati per via dell'estremo potere e controllo che sta assumendo Big G, ma fortunatamente esistono ancora alcuni metodi per evitare in qualche modo il completo Tracking Online. Per esempio si può verificare nel dettaglio tutte le impostazioni del proprio account tramite la Dashboard di Google, oppure si può anche cancellare e disattivare la registrazione della cronologia delle ricerche, seguendo le istruzioni in questa pagina. Se poi si è particolarmente paranoici basterà cancellare l'account e sperare di esser meno monitorati.
Anonymous: attaco a Pechino contro la censura
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- Pubblicato Venerdì, 06 Aprile 2012 13:44
- Scritto da Marseglia

Il gruppo di hacker chiamato "Anonymous" ha attaccato nelle ultime ore vari siti governtivi cinesi ed ora sono molti i governi di altrettante città cinesi che stanno tentando di ripristinare i loro siti web.
"Anonymous" stesso ha dichiarato di esser riuscito a violare ben otto siti governativi, tutti con l'indicazione "gov.cn" nel loro indirizzo, facendo comparire su ciascuno di essi la scritta: "Per tutti questi anni, il governo comunista cinese ha imposto leggi ingiuste, sappiate che non siete infallibili. Oggi vengono violati i vostri siti, domani sarà il vostro vile regime a cadere".
Anonymous ha inoltre promesso, come riportato dal France Presse che ha intervistato un attivista del gruppo, che continuerà ad attaccare i siti del governo per protestare contro la censura imposta al web nel Paese: "Continueremo, abbiamo già individuato gli obiettivi".
Secondo il South China Morning Post si tratta del più grande attacco informatico mai subito dal governo cinese. Prima d'ora, invece, il governo di Pechino aveva subito un simile attacco da parte di hacker vietnamiti durante un periodo di astio tra Hanoi e Pechino sul Mar della Cina meridionale.
Comunque, dal 30 marzo, quando è stata annunciata la nascita di Anonymous China, il gruppo ha modificato la home page ad oltre 300 siti, inserendo un testo in cui il governo cinese viene definito "vile".
The Pirate Bay: in Olanda il locale Partito Pirata si rifiuta di bloccarlo
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- Pubblicato Giovedì, 05 Aprile 2012 10:31
- Scritto da Marseglia
Continua la lotta contro i siti che distribuiscono materiale coperto da copyright, ed ora nel mirino c'è The Pirate Bay. L'italia non è l'unica nazione da cui non è più possibile raggiungere il sito perchè anche in Olanda sono riusciti a bloccare la distribuzione gratuita dei suoi contenuti.
E' l'associazione antipirateria Brein che sta combattendo contro il sito e che è già riuscita ad ottenere una sostanziosa vittoria facendo si che i due maggiori provider, Ziggo e XS4ALL, bloccassero il sito. Ma, come è naturale che sia, sono subito nati altri proxy che permettono di aggirare il blocco imposto, ed uno di questi proxy è gestito proprio dal locale Partito Pirata.
Brein non ha perso tempo e si è immediatamente scagliata contro tutti i nuovi proxy ottenendo già la prima vittoria su uno di essi grazie all'ingiuzione di pagamento di 1000 euro per ogni giorno in cui il proxy sarebbe rimasto operativo.
Usando la stessa tecnica dell'ingiunzione, l'associazione ha provato a fermare il proxy del Partito Pirata. Ma il partito non si è fatto intimorire decidendo di non sospendere le attività e di arrivare anche in tribunale se necessario: "In Internet pullula una gran quantità di proxy. Da quasi tutti TPB è raggiungibile, anche con un singolo URL. Se andiamo avanti così non resterà più alcuna Internet quando BREIN avrà raggiunto il proprio obiettivo di rendere TPB inaccessibile".
Il Partito Pirata sostiene che BREIN oramai è solo preda di una furia distruttrice e che non si cura più del fatto che con le sue azioni potrebbe danneggiare, oltre la Rete, tutti gli artisti legittimi.
Cassazione: da oggi acquistare in rete con uno pseudonimo sarà reato penale
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- Pubblicato Mercoledì, 04 Aprile 2012 11:55
- Scritto da Marseglia
Con la sentenza 12479/2012, pubblicata il 3 aprile 2012, la terza sezione penale della Cassazione ha stabilito che in qualsiasi caso di compravendita in Rete non sarà mai più possibile utilizzare uno pseudonimo e che invece bisognerà usare ogni volta identità reale. Inoltre chiunque crei un account di posta elettronica usando le generalità di un altro utente con lo scopo di trarne profitti, o comunque arracare qualsivolgia danno a quest'ultimo, sarà perseguito a norma di legge con l'accusa reato di sostituzione di persona ( articolo 494 del Codice penale).
La Corte d'appello di Roma già sta mettendo in atto tale sentenza, infatti già ha condannato un 42enne di Roma a pagare una multa di 1.140 euro perchè aveva partecipato a una serie di aste online con un nome di fantasia. A monte, l'iscrizione era stata fatta a nome di un'ignara donna che si è vista addebitare i pagamenti. L'uomo si è difeso dichiarando che " non c'è alcuna necessità di servirsi di una vera identità per comprare oggetti online, ben potendo usare uno pseudonimo". Proprio in seguito a tale accaduto la Cassazione ha deciso di intervenire in maniera decisa.
Dopo Megaupload, ecco gli altri siti nel mirino
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- Pubblicato Lunedì, 02 Aprile 2012 23:09
- Scritto da Nadia Napolitano
Dopo MegaUpload, finiscono nel mirino tanti altri satelliti di file-hosting da cui gli utenti più appassionati ancora traggono una boccata di ossigeno. Ad uno a uno, le grandi major americane stanno provando a fare fuori tutti gli altri piccoli pesci sparsi sulla rete informatica.
Non ne rimarrà nessuno? Staremo a vedere. Smantellato lo strapotere del colosso, non resta che fare piazza pulita del resto. Una battaglia combattuta sul campo quella della MPAA, oggi più determinata che mai.
Il vicepresidente della Paramount Pictures, Alfred Perry, denuncia a gran voce: "I cyberlocker rogue non sono solo un centro di distribuzione per film e show televisivi rubati. Sia gli utenti che caricano i contenuti che i gestori dei siti possono guadagnare denaro. A mano a mano che il traffico video in Internet cresce, la minaccia proveniente dai rogue cyberlocker che traggono profitto dai contenuti rubati aumenta rapidamente".
Una piaga, a loro dire, che va assolutamente arginata prima che sia troppo tardi. Ecco perchè siti come Filserve, MediaFire, WUpload, PutLocker e DepositFiles non avranno vita facile.
EnemyGraph: controlla i tuoi nemici su Facebook
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- Pubblicato Giovedì, 29 Marzo 2012 10:28
- Scritto da Marseglia
Stanchi del solito "aggiungi agli amici"? Da oggi è possibile usare la nuova applicazione EnemyGraph sviluppata da Dean Terry, un professore dell'università del Texas, che permette di elencare tutte le persone e tutte le pagine che si odiano in modo da controllare l'attività di coloro che apprezzano ciò invece noi detestiamo.
Lo stesso sviluppatore ha ammesso che gli intenti con cui è stata creata l'applicazione sono fortemente provocatori nei confronti del social network e ha già annunciato che i legali di Zuckerberg non tarderanno a far sparire dalla circolazione la scomoda applicazione che non sarebbe in linea con il buonismo e la spiccia filosofia positiva che professa Fb. Purtroppo l'applicazione sembra ancora in fase beta, infatti presenta dei piccoli bugs, attese e blocchi dei browsers usati e aspetti un pò troppo complicati per chi vuole solo divertirsi.
Sicuramente sono molti quelli che hanno sempre desiderato il pulsante "dislike" in opposizione all'abusato e buonista "like". Ma nonostante l'altro numero di richieste fatte anche direttamente sulla pagina di Mark Zuckerberg, è improbabile che Facebook permetta l'utilizzo di tale applicazione in maniera totalmente libera. La ragione è come sempre nell'indotto economico di cui Facebook si nutre. Cosa succederebbe se una pagina di un Brand venisse subissata da dislike? Lo si potrebbe chiedere al famoso Justin Bieber che, grazie a quest'app, è in cima alla classifica mondiale dei nemici per eccellenza.





