Usa: raid di Israele sull'Iran? Scatenerebbe la terza guerra mondiale
- Dettagli
- Categoria principale: News
- Categoria: Guerra
- Pubblicato Martedì, 20 Marzo 2012 20:38
- Scritto da Marseglia
Gli scenari di un potenziale conflitto tra Israele e Iran sono più che mai infausti, infatti il rischio, abbastanza tangibile, è quello che possa superare i confini mediorientali e quindi allargarsi fino alle proporzioni di una guerra mondiale.
Non si tratta di ipotesi da complottisti, nè tantomeno di fantapolitica perchè è il contenuto di un rapporto diramato dal Pentagono. E' infatti il New York Times a dar voce, citando fonti dell'amministrazione Usa, alle paure degli americani per lo scontro tra Gerusalemme e Teheran che potrebbe coinvolgerebbe gli stessi Stati Uniti e quindi l'invio di truppe verso una guerra altamente pericolosa. Le forze armate americane hanno quindi condotto una simulazione, chiamata operazione Internal Look, diun possibile attacco israeliano contro gli impianti nucleari iraniani che trascinerebbe anche gli Usa nel conflitto. La simulazione, che è durata due settimane, è servita a testare sia le comunicazioni militari che il coordinamento fra il quartier generale del Comando Centrale a Tampa, in Florida, e le truppe dislocate nel golfo Persico e in Medio Oriente. Si è supposto che gli Stati Uniti, se venissero attaccati da un lancio di missili contro una loro portaerei nel Golfo, con la conseguente perdita di circa 200 uomini, reagirebbero immediatamente con un raid contro gli impianti nucleari iraniani. Secondo le valutazioni degli Usa mentre un raid israeliano rallenterebbe il programma iraniano al massimo di un anno, la partecipazione americana potrebbe invece far slittare il programma di altri due anni.
Siria: in un anno oltre 8000 morti, soprattutto donne e bambini
- Dettagli
- Categoria principale: News
- Categoria: Guerra
- Pubblicato Martedì, 13 Marzo 2012 10:47
- Scritto da Fabiana Bianchi
Il presidente dell'Assemblea generale dell'Onu, Nassir Abdulaziz al-Nasser, ha detto che ormai sono oltre 8000 i morti, soprattutto donne e bambini, in Siria da quando l’anno scorso è scoppiata la rivolta. Al-Nasser ha dichiarato che le "violazioni dei diritti umani sono diffuse e sistematiche" e in questo "la comunità internazionale ha una sua responsabilità", mentre l’opposizione siriana afferma che il numero è ben superiore e supererebbe le 9000 vittime.
Il regime viene identificato dagli oppositori con la minoranza sciito-alawita al potere da quarant’anni . L’ultimo massacro si è verificato a Homs tra domenica e lunedì provocando 50 vittime e migliaia di persone in fuga. Le morti comprendono tutti civili innocenti. Gli attivisti le attribuiscono alle milizie lealiste, mentre il governo le attribuisce a terroristi finanziati da Arabia Saudita e Qatar.
Gli attivisti anti-regime hanno ripreso, con video amatoriali, i corpi dei deceduti e li hanno poi diffusi sul web. In uno dei video si vedono chiaramente cadaveri con crani spaccati, occhi aperti, o con un occhio solamente perché dall'altro è uscita materia celebrale. Alcuni di essi sono stati bruciati per gran parte della superficie e altri presentano tagli alla gola o fori di pallottole in fronte.
Intanto, la Siria sembra abbandonata a se stessa e i continui eccidi a sfondo confessionale sono alimentati continuamente dalla repressione del regime. Kofi Annan, inviato speciale dell'Onu e della Lega Araba ha condannato i massacri e lanciato un appello: “Le uccisioni di civili in Siria devono fermarsi adesso. Il mondo deve mandare (al regime siriano) un messaggio chiaro, che questa situazione è inaccettabile”.
Afghanistan, talebani: "Vendicheremo i martiri uccisi selvaggiamente dagli invasori"
- Dettagli
- Categoria principale: News
- Categoria: Guerra
- Pubblicato Lunedì, 12 Marzo 2012 09:31
- Scritto da Fabiana Bianchi
Il raptus omicida che ha portato ieri un soldato americano ad uccidere deliberatamente 16 civili afgani non resterà privo di conseguenze. Anzi, se ne prevedono di terribili a sentire le reazioni dei talebani alla vicenda. Questi hanno giurato vendetta promettendo di aumentare i loro attacchi contro “i selvaggi americani malati di mente”. Su un sito internet si possono leggere le durissime parole di alcuni ribelli islamisti: “Vendicheranno ognuno dei martiri uccisi selvaggiamente dagli invasori. La maggior parte delle vittime sono bimbi innocenti, donne e anziani, massacrati dai barbari americani che hanno rubato le loro preziose vite senza ritegno, macchiandosi le mani del loro sangue.” Le ragioni che si attribuiscono al gesto del soldato sono svariate: l’ìsaf parla di gesto inspiegabile, alcune fonti locali (un anziano del villaggio che ha perso undici tra figli e nipoti) di follia di soldati ubriachi, il Presidente Karzai li definisce omicidi internazionali, mentre il Presidente Obama un incidente scioccante.
Leggi tutto: Afghanistan, talebani: "Vendicheremo i martiri uccisi selvaggiamente dagli invasori"
Militare statunitense preda di raptus omicida: uccide 10 civili
- Dettagli
- Categoria principale: News
- Categoria: Guerra
- Pubblicato Domenica, 11 Marzo 2012 11:10
- Scritto da Fabiana Bianchi
L’occupazione militare, si sa, spesso gioca strani scherzi alla mente e alla psiche di chi vi è coinvolto completamente. Probabilmente questo è il caso del militare statunitense che si è reso protagonista di una folle strage in Afghanistan. Preso da un raptus di follia omicida, il soldato è uscito dalla base militare in cui si trovava ed ha cominciato a sparare alla cieca sui civili. Le vittime erano cittadini di due villaggi del distretto di Panjwai ed il bilancio, attualmente, è di almeno 10 morti e 5 feriti..
La notizia è stata riportata dal Washington Post e il luogo dell’eccidio è la provincia di Kandahar. Il quotidiano americano avrebbe citato Javed Faisal, il direttore del Media Center del governo provinciale.
Il militare è stato arrestato.
In Libia crescono i timori per le armi chimiche
- Dettagli
- Categoria principale: News
- Categoria: Guerra
- Pubblicato Venerdì, 09 Settembre 2011 12:46
- Scritto da marseglia
Già da quando era iniziata la rivolta il rappresentante della Libia liberata aveva reso pubblici i timori per il sospetto che le forze di Gheddafi potessero essere in possesso di temibili agenti chimici come il gas nervino o quello mostarda. La tensione è oggi aumentata per via di alcuni documenti (ordini del dipartimento libico per le armi chimiche) recuperati in una delle basi militari libiche, e resi noti dal Washington Post, in cui sono riportati gli acquisti e le spedizioni di 2000 maschere antigas fabbricate nella repubblica ceca, 2000 tute protettive contro gli agenti chimici (inviate il 26 luglio da al-Ajelat ad al-Jufra ), 7.500 maschere antigas, svariati chili di napalm e agenti decontaminanti.
Anche se tra il 2003 e il 2004 tramite l'Onu furono smantellate più di 3000 bombe (che sarebbero potute essere poi usate per veicolare sostanze chimiche) perchè Gheddafi decise di rinunciarvi al fine di riallacciare rapporti con Europa e USA, resta comunque la preoccupazione perchè secondo l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) anche se effettivamente il 40% delle scorte di materiale chimico per la produzione di gas mostarda era stato distrutto, comunque 11,25 di tonnellate di gas erano ancora in mano del regime quando è scoppiata la rivolta, 17 febbraio. Inoltre ad incrementare l'allarme sono proprio alcune migliaia di missili anti-aerei portatili spariti dagli arsenali libici e facilmente utilizzabili da un solo uomo, probabilmente molti in mano dei lealisti o in mano ai gruppi estremisti vicino ad al-Qeda presenti nel Sahel e il fatto che già nel 1987 Gheddafi utilizzò armi chimiche durante l'ultimo anno della guerra in Ciad.

Gheddafi è nuovamente tornato a farsi sentire in un messaggio audio trasmesso dalla tv siriana al-Rai in cui dice che non è affatto fuggito e che le voci che circolano sono solo menzogne ed ha aggiunto: «Siamo pronti a Tripoli e dovunque - ha detto - a intensificare gli attacchi contro i ratti e i mercenari. La Nato perderà». Anders Fogh Rasmussen ha risposto che : « le operazioni della Nato in Libia continueranno finché esisterà una minaccia rappresentata dalle forze leali a Gheddafi. Forze che non sembrano aver intenzione di arrendersi » (l'ultimatum dei ribelli scade sabato notte).
Afghanistan: esplode ordigno, 4 militari italiani feriti
- Dettagli
- Categoria principale: News
- Categoria: Guerra
- Pubblicato Giovedì, 04 Agosto 2011 13:21
- Scritto da Maria Letizia Musu
Torna la paura per i nostri soldati che si trovano in Afghanistan.
Alle ore 12.19 c’è stata una tremenda esplosione vicino ad Herat causata da uno IED (Improvised Explosive Device). Si tratta di un ordigno realizzato in maniera artigianale.
Ad essere colpiti sono quattro dei nostri uomini che fanno parte della Task Force Center, 11esimo reggimento Bersaglieri. I soldati si trovavano sulla propria autovettura (VTLM Lince) per effettuare un’azione pianificata nelle vicinanze del villaggio di Siah Vashian posizionato a sud dell'aeroporto di Herat. Forse è stato proprio il mezzo di trasporto ad attivare la bomba.
Le prime informazioni dichiarano che le condizioni di salute dei soldati non dovrebbero essere gravi. Gli uomini sono rimasti feriti, ma non si teme per le loro vite.
Dopo la notizia, Antonio Di Pietro afferma:
Anche oggi, come accade ormai quasi tutti i giorni, abbiamo assistito ad un attacco contro i nostri militari in Afghanistan. Avremmo dovuto essere li per portare la pace e, invece, ogni giorno i nostri soldati rischiano di morire inutilmente, giacchè li si sta facendo una guerra civile e non solo una lotta al terrorismo
Nuovi attacchi israeliani sui manifestanti nel Golan. Più di venti morti e centinaia di feriti
- Dettagli
- Categoria principale: News
- Categoria: Guerra
- Pubblicato Lunedì, 06 Giugno 2011 10:05
- Scritto da Isaac
Nuova giornata all’insegna della violenza al confine tra Israele e Siria. Sulle Alture del Golan l’esercito israeliano ha aperto il fuoco su centinaia di manifestanti palestinesi che cercavano di oltrepassare il confine. Le Alture fanno parte dei Territori Occupati strappati da Israele a Damasco nel 1967 durante la Guerra dei Sei Giorni e i soldati Israeliani avevano minacciato di uccidere chiunque avesse tentato di oltrepassare la barriera.
Secondo la tv siriana i morti sarebbero poco più di una ventina e circa trecento i feriti. Questi episodi si aggiungono agli scontri in Siria tra l’opposizione e il regime di Bashal Al Assad che avrebbero provocato, solo nelle ultime 24 ore, circa 40 morti. A nord di Damasco unità speciali presidiano le città, cui sarebbero state tagliate acqua corrente ed energia elettrica, e nella città orientale di Deir al-Zo la folla ha incendiato due sedi del Partito unico Baath in reazione agli spari sulla processione di un funerale del giorno precedente effettuati dall’esercito di regime.
Intanto, il presidente Al Assad ha applicato un’amnistia a favore di più di 450 prigionieri politici che sono stati liberati.
Gli scontri in Israele sono avvenuti nel giorno del 44esimo anniversario della Guerra del 1967, dopo che altre vittime erano state fatte due settimane fa durante le commemorazioni della “Naqba”, cioè la “Catastrofe”, il giorno della nascita di Israele che provocò migliaia di profughi tra i palestinesi.
In Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e nei Paesi Arabi confinanti i manifestanti sono stati addestrati a premere sui posti di blocco israeliani ed è questo che ha provocato la reazione dei soldati dello Stato ebraico.
Nonostante le uccisioni di ieri, i manifestanti palestinesi continuano a protestare trascorrendo la notte al confine intorno a un falò sulla “Collina delle Urla” (all’interno della parte di Golan occupata dagli Israeliani). Anche in altre città, tra cui Ramallah, Betlemme e Turqalem continuano le proteste contro i checkin israeliani e sicuramente ne saranno organizzate altre nei prossimi giorni. Il 7 giugno ricorre l’anniversario della occupazione Israeliana di Gerusalemme Est e a luglio quello della condanna internazionale della barriera di sicurezza in Cisgiordania.
Gli Imam Tripoli minacciano Italia e alleati: 1000 per ognuno dei nostri
- Dettagli
- Categoria principale: News
- Categoria: Guerra
- Pubblicato Sabato, 14 Maggio 2011 20:30
- Scritto da Cristina
(ANSA) - TRIPOLI, 14 MAG - ''Mille persone moriranno per ciascuno degli 11 imam uccisi'', secondo il regime di Tripoli, in un raid della Nato ieri a Brega. Questa la minaccia lanciata nei confronti di ''Italia, Francia, Danimarca, Qatar ed Emirati Arabi'', Paesi che fanno parte della coalizione dell'Alleanza Atlantica, da alcuni imam presenti ad una conferenza stampa del portavoce del governo di Tripoli Moussa Ibrahim. ''Non c'e' nessuna conferma che siano stati uccisi dalla Nato'', ha replicato l'Alleanza atlantica.





