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Guardia di Finanza: Indagini per speculazioni sui prezzi dei carburanti; blitz a Roma, Milano e Genova.


finanza carburante01Dopo i continui rialzi dei prezzi della benzina la Guardia di Finanza, su delega della Procura della Repubblica di Varese, oggi ha iniziato una serie di accertamenti al fine di riscontrare la possibilità dell'esistenza "di eventuali manovre speculative". E così, gli uomini delle Fiamme Gialle si sono recati nelle sedi delle principali compagnie petrolifere italiane, cioè quelle di Roma, Milano e Genova per raccogliere tutto il materiale e le prove necessarie.

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S.R.L semplificate: pro e contro

 

Si ringrazia Peter Geti per la preziosa collaborazione nella stesura dell’articolo.

(immagine da ilpost.it)

Lo scorso 24 gennaio è entrato in vigore il “Decreto sulle liberalizzazioni”, fortemente voluto dall’attuale Governo Monti, che ha operato una generale abrogazione di tutte quelle norme che  prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso dell’amministrazione fino ad ora richiesti per l’avvio di un’attività economica, nonché tutti gli aggravi procedurali che limitano di fatto – o rendono comunque difficoltoso – l’accesso al mercato in concorrenza.

Tra le diverse – e contestate – previsioni del Decreto in questione spicca notevolmente l’introduzione nel codice civile della disciplina delle Società semplificate a responsabilità limitata (S.S.R.L) con lo scopo di favorire l’accesso all’imprenditoria da parte dei giovani di età inferiore ai 35 anni.

Com’è noto, la Società a responsabilità limitata (s.r.l.) è stata introdotta nel Codice civile del 1942 quale forma societaria “ibrida” tra la società di persone e la società per azioni, garantendo l’autonomia del patrimonio dei soci rispetto a quello della società per i debiti ed ogni passività, pur garantendo una grande flessibilità organizzativa e una personalità delle quote di partecipazione.

Tali requisiti permangono anche nella nuova S.S.R.L, che viene oggi disciplinata dall’art. 2463-bis del Codice civile; il socio della società semplificata risulta quindi indenne da qualsiasi debito contratto dalla società e non deve esporsi con un conferimento economico particolarmente elevato, almeno per i giovani.

Se infatti la disciplina della s.r.l. richiede che venga costituito un capitale sociale di almeno 10.000,00 Euro, dei quali almeno il 25% (quindi 2.500,00 Euro) dovrà essere materialmente conferito, la società semplificata richiede l’integrale conferimento del capitale sociale, pari ad 1,00 Euro.

Il capitale sociale e i requisiti soggettivi. La somma, evidentemente irrisoria, è espressamente prevista onde concedere l’accesso al mercato da parte dei giovani che, ancora privi di una solida base economica alle spalle, intendano avviare un’attività in proprio ponendosi al riparo da eventuali esiti negativi.

In tal senso, la società in questione si costituisce con contratto o atto unilaterale (è escluso quindi l’intervento del notaio, altrimenti previsto per le s.rl. “ordinarie”) da parte di persone che, alla data della costituzione, non abbiano compiuto i trentacinque anni di età.

Il requisito anagrafico è, invero, caratterizzante per la misura, costituendone sia la ragione genetica che il limite insuperabile, anche nel corso della gestione della società. Tant’è che al compimento del trentacinquesimo anno d’età, il socio viene escluso di diritto favorendo la rotazione dei soci e l’impiego di nuove forze in azienda. Se non subentrano nuovi soci la società è destinata a sciogliersi. L’unica alternativa per evitare l’estromissione del socio ultra trentacinquenne è la trasformazione della società in altra società di capitali secondo le norme del codice civile.

Le formalità della costituzione. Le agevolazioni procedurali attengono anche alla fase costitutiva e modificativa della società, che non prevede l’atto notarile (come nel caso della s.r.l. o della s.p.a.), ma la semplice scrittura privata.

Tali atti dovranno essere depositati entro quindici giorni presso il registro delle imprese del luogo ove è posta la sede dell’ente, senza alcun onere dovuto per le spese di bollo o di registrazione.

Dovrà tuttavia essere corrisposto il diritto camerale annuo in sede di costituzione (e nelle annualità successive), quale tributo dovuto da qualsiasi soggetto iscritto al Registro delle imprese. Tale diritto – il cui importo può variare in base alla Camera di commercio di riferimento – deve essere versato in unica soluzione attraverso il modello F24 entro il medesimo termine previsto per il versamento del primo acconto dell’Irpef (ovverosia entro la fine del mese di giugno).

Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, tuttavia, dovrà essere emanato uno specifico decreto ministeriale che conterrà le indicazioni e lo schema di base dello statuto per la tipologia societaria.

La gestione della società e le prospettive. Procedendo agli aspetti gestionali, il requisito anagrafico dell’età inferiore ai 35 anni non è in alcun modo previsto con riferimento agli amministratori ed ai sindaci, che potrebbero anche essere individuati al di fuori della compagine societaria, stante il rinvio alle regole generali previste in tema di società a responsabilità limitata.

Emerge così una prima criticità, atteso che tali società potrebbero ben essere costituite ad esclusivo appannaggio di imprenditori “più anziani” che, appositamente nominati amministratori, con costi irrisori ed in forza del proprio carisma, potrebbero introdursi nel mercato con l’intenzione di falsarne le regole (magari approfittando delle agevolazioni economiche e dichiarando fallimento imputandone le cause alla crisi dei mercati).

Quanto ai rapporti con i terzi, gli atti e la corrispondenza della società dovranno sempre riportare la denominazione di “S.S.R.L”, con l’indicazione del capitale sottoscritto e versato, la sede e il Registro delle Imprese d’iscrizione. In questo modo viene ad essere tutelato l’affidamento dei terzi, che avranno conoscenza delle garanzie di solvibilità connesse al ridotto capitale sociale.

Per quanto invece riguarda il regime fiscale, le S.S.R.L sono soggette all’Ires e favoriscono l’integrale deducibilità delle spese di formazione professionale che rappresentano un obbligo deontologico a volte gravoso dal punto di vista finanziario, soprattutto per i giovani. Ad esse vanno anche applicate le regole concernenti l’art. 14 della L. n. 183/2011, il quale tratteggia le regole di bilancio semplificato destinato a tale modello societario.

Dal quadro appena delineato, appare necessario segnalare che difficilmente una società con capitale sociale pari ad 1,00 Euro potrà mai realmente avviare le proprie attività senza ricorrere a forme di prestito ovvero di finanziamento da parte dei soci. Di conseguenza che l’utilità dell’istituto appare limitata al risparmio delle spese notarili, di bollo e di registrazione dell’atto.

I dubbi sulla reale funzionalità dell’istituto ai fini del miglioramento della competitività del Paese ed in termini di aumento dell’accesso dei giovani al mondo imprenditoriale dovrà comunque essere valutato con attenzione analizzando la reazione stessa del mercato, che potrebbe non favorire un’impresa tanto semplificata da apparire evidentemente non funzionale. Allo stesso modo, è bene precisarlo, la funzionalità dell’istituto è condizionata alla sua conversione in legge da parte del Parlamento ed all’emanazione del decreto ministeriale; eventuali modifiche in sede di conversione ovvero ritardi nell’adozione del decreto ministeriale non potranno che falsare e vanificare le aspettative di quanti, giovani ed intraprendenti, vorrebbero seriamente immettersi nel mercato sviluppando una propria, personale, idea imprenditoriale.

Fonte: TheFielder

Fisco, Blitz a Milano: controlli in bar e ristoranti del centro

downloadDopo il blitz del fisco avvenuto a Cortina e poi a Roma, ieri sera, a partire dalle 21, è stato il turno di Milano. Hanno preso parte alle operazioni, con una serie di controlli a tappeto nelle strade dove è più viva la vita mondana della città, sia le squadre dei vigili urbani che quelle degli ispettori delle Agenzie delle entrate. Sono state impiegate per i "controlli a sorpresa" 50 pattuglie, 150 uomini della polizia locale e vari funzionari dell'Inps.

Gli agenti si sono distribuiti nei vari locali e hanno fatto controlli sul rilascio degli scontrini fiscali, sulla regolarità delle licenze, dei certificati antincendio e dei contratti di lavoro. E a quanto pare tutti i gestori sono stati trovati, per ora, in regola. Però bisognerà aspettare perchè i risultati di ieri andranno confrontati con gli incassi dichiarati precedentemente.

Liberalizzazioni: separazione tra Eni e rete del gas

eni snamLa separazione tra Eni e la rete del gas sarà domani al centro delle discussioni del decreto sulle liberalizzazioni che verrà varato governo Monti. La società di cui si parla è la Snam, controllata al 52,5% da Eni proprietaria della rete dei gasdotti nazionali e di alcune pipeline estere. Nel decreto che verrà discusso si prevede l’emanazione di un secondo decreto, da vararsi entro 6 mesi, in cui si impone la cessione nei successivi 24 mesi.
Eni aveva già effettuato la separazione funzionale da Snam in rispetto delle direttive europee.

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Continuano i blitz della Guardia di Finanza

 

 

100news-evasione-fiscale L'Agenzia delle Entrate, dopo il blitz della settimana scorsa avvenuto a Cortina d'Ampezzo, e dopo Portofino, Chiavari e Santa Margherita Ligure cerca altri evasori. Questa volta i controlli sono stati fatti ad Abano Terme (Padova), con una operazione gestita dalla Guardia di Finanza.

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L'Italia che dice ciao.

E così l’ultima in ordine temporale è la nostra Rinascente.

Un’altra impresa italiana lascia la proprietà italica per essere gestita da un’azienda estera.

 Se guardiamo a questa acquisizione da vicino non sembra altro che un ordinario esempio  di libero mercato in era di crescente globalizzazione, mentre se proviamo ad ingrandire la nostra visuale ci rendiamo conto che queste realtà,  motore della nostra economia da svariati decenni, stanno via via lasciando il nostro paese  portando con se i relativi interessi e indotti passando in mano straniere; che spesso portano nelle proprie case madri il cuore direttivo o che in casi di crisi tagliano ( o chiudono direttamente) sui costi partendo proprio da casa nostra.

E se il cuore delle nostre aziende e quindi della nostra economia si sposta altrove, si tratta pur sempre di quel poco di buono che è rimasto, perché la crisi del sistema Italia è iniziata ben prima di quella mondiale del 2009 e già allora i politici per pompare un po’ di occupazione usarono lo slogan  della flessibilità rendendo ancora più facile per le aziende l’assunzione a basso costo di personale mediante  l’utilizzo di contratti a termine. Il risultato fu presto detto: più occupazione momentanea e precaria; che nel giro di pochi anni si è trasformata in disoccupazione senza alcuna forma di tutela.

Oggi la disoccupazione giovanile si attesta circa al 30 % e qualcuno della casta sostiene: . Il politico che sostiene questa tesi ovviamente  sa che il proprio figlio una volta laureato potrà contare su una buona raccomandazione  e ritiene giusto che siano gli altri a doversi adattare. Sarebbe interessante che costui andasse a spiegare ai tanti giovani che hanno speso soldi ( spesso sudati risparmi di famiglia ) ed energie per prendere una laurea, perché gli veniva detto che in Italia non c’erano abbastanza laureati e che per questo sarebbero stati assorbiti dalle aziende facilmente; di andare a fare l’operaio  e vedere che  reazione può suscitare.   Per chi vuol sognare di fare un bel lavoro o una apparente crescita c’è sempre disponibilità per qualche interessante stage pagato 500 euro al mese in cui si fa il normale lavoro di impiegato, si è subordinati a tutti come mansioni e gerarchia e spesso senza alcuna prospettiva se non l’ennesimo rinnovo. Bisogna fare rinunce, ti rispondono le direzioni del personale quando chiedi spiegazioni, eppure ai vertici non viene mai chiesto nulla se non tagli a qualche benefit in casi estremi. 

Alla fine chi fa davvero sacrifici ?  le padri e le madri che ora stanno mantenendo i bamboccioni ovviamente, ma ai figli dei bamboccioni chi ci penserà ? 

La questione meridionale ( e non mi riferisco alla perenne emergenza dei rifiuti a Napoli ) aumenta di anno in anno nonostante ad ogni campagna elettorale vengano fatte promesse al popolo su come risolvere il divario e se al Nord si seccano perché a loro dire “sgobbano” per mantenere l’altra metà del paese, al Sud i servizi sono a malapena assistenziali e di scarsissima qualità ( vedi sanità e non solo) e nel 2011 il flusso di persone che lasciano le terre della vecchia magna grecia per tentare di fare carriera in settentrione è l’unica cosa che non registra mai crolli; a testimonianza che niente è stato fatto e niente viene fatto per cambiare lo stato delle cose.

Potrei citare gli stipendi fermi o i mancati tagli ai compensi dei parlamentari ma sono cose che sappiamo bene tutti.

E mentre questa Italia dice “ciao” e prosegue il suo declino, i suoi governanti eletti dal popolo per fare gli interessi del paese, in agenda hanno queste priorità:

- manovre in ambito giustizia come fermare l’abuso di intercettazioni, promulgare la legge sul legittimo impedimento o ridurre i tempi di prescrizione dei processi.

- appesantire la pubblica amministrazione spostando alcuni ministeri al nord.

- riconquistare consensi pubblici abbassando le tasse quando abbiamo il terzo debito più alto del mondo, rischiando così di finire come il non lontano caso “Argentina”.

Di tutti i problemi sopra citati non vi è traccia di alcuna soluzione. La crisi di competitività del sistema paese resa ancora più grave dalla globalizzazione, continua la sua corsa come un cancro che lentamente divora le ossa di un malato e il popolo è sempre più sfiduciato e sofferente, magari confidente in un futuro migliore. Accendi la televisione e il tg sono pieni di dichiarazioni delle solite facce che da trenta anni ed oltre non fanno niente per il paese se non altre dichiarazioni .

Ciò che va cambiato è il concetto arcaico di  destra  o di sinistra, perché la prima si regge su di un uomo che in tre anni di legislatura ha pensato solo a fare leggi a suo intersse e a pagare i suoi collaboratori perché lo mantenessero al potere e l’altra parte a scannarsi per un ultimo pezzo di carne rimasta, senza rendersi conto che si trattava di carne imputridita.

E mentre l’Italia dice “ciao”, dall’estero qualcuno viene a fare shopping delle merce rimasta invenduta, ovviamente  prima che venga svalutata e ovviamente a prezzo di saldi.

la-Rinascente

Microsoft acquisterà Skype per 8,5 miliardi di dollari?

skypeIl colosso dell’informatica Microsoft è vicino all’acquisto di Skype per una cifra pari a 8,5 miliardi di dollari. Con questa ingente offerta, il gigante di Redmond anticiperebbe le mosse sia di Google che di Facebook, società entrambe interessate all’acquisizione del noto servizio Voip.
L’annuncio dovrebbe essere ufficializzato a breve in una conferenza stampa alla presenza di Steve Ballmer per Microsoft e di Tony Bates, CEO per Skype.

Attualmente, la maggior parte degli introiti Microsoft provengono dai prodotti software Windows e Office, ma con l’acquisizione di Skype la società americana otterrebbe una grossa spinta in avanti.

Il clienti creato nel 2003 da Niklas Zennstrom e Janus Friis, sarebbe la sua maggiore acquisizione  dal 1975 ad oggi e le farebbe ottenere una serie di vantaggi notevoli. Innanzitutto, per le prospettive di guadagno e di competitività. La Microsoft ha bisogno di un servizio voce che le permetta di concorrere con i servizi di Android e iOs e la partnership con la Nokia per la produzione di smartphone, insieme all’utilizzo proprio di Skype, sarebbe il primo passo per questo successo.

Inoltre, secondo l’analisi del sito Gigaom, a trarne i vantaggi maggiori da questo acquisto potrebbe essere lo stesso Facebook. Il social network riuscirebbe ad ottenere una partnership con Microsoft, essendo quest’ultimo un investitore di Facebook, e di allontanare Google dall’acquisto del client Voip.

Skype fu fondato nel 2003 e venduto ad Ebay due anni dopo. Nel 2009 la casa d’aste online ha ceduto il servizio ad un gruppo di investitori privati di cui facevano parte Silver Lake, Andreessen Horowitz e il Canada Pension Plan Investment Board per 1,9 miliardi e ad oggi sono 124 milioni gli utenti ad usufruire del servizio ogni mese e 800 milioni nel totale.

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