Al Pacino, peggior attore non protagonista
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- Pubblicato Lunedì, 02 Aprile 2012 16:31
- Scritto da Raffaele Perrina

L'attore del celebre film Scarface, il pluripremiato Al Pacino, dovrà aggiungere un nuovo trofeo alla sua collezione, il premio "pernacchia", ottenuto ai Razzi Awards per la sua interpretazione nel film "Jack e Jill", nel quale interpreta se stesso.
Nelle terre selvagge (o nella natura)
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- Pubblicato Lunedì, 26 Marzo 2012 11:52
- Scritto da Silvia Redente

• Libro: Into The Wild, Jon Krakauer, 1996.
• Film: Into The Wild, adattato e diretto da Sean Penn, 2007.
Ci sarebbe da citare Antoine de Saint-Exupéry con il sentimento della continua insoddisfazione e la ricerca di un sogno illusorio, con l’incompiutezza della vita, accompagnata dal paradosso della realizzazione effimera delle aspirazioni: “Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Nel teatro stanzone del mio giardino il filmato è corroso dalle sensazioni di de-jà vu che il protagonista del film trasporta: la storia è vera. Un vero ragazzo nel 1992 ha perso la vita cercando la sua Alaska, all’età di ventitrè anni, e la fotografia alla fine del film ne è una testimonianza. Inoltre non ci sono che continui rimandi testuali alla storia scritta da chi ne ha recepito il senso, che se non fosse realmente stato subito ciecamente dal protagonista avrebbe comunque un valore pedagogico.
Chi donerebbe ventiquattromila dollari invece di studiare, vivere, chi rifiuterebbe un’automobile nuova e scapperebbe, solitario, alla volta dell’ignoto? Forse un po’ tutti, ma qui dobbiamo essere leali con chi si sedimenta nella socialità delle relazioni umane e quindi sostenere la famiglia e il bene sudato e meritato. Non farlo significa dare senso all’animalità umana che tende più alla solitudine (anche se con un orologio d’oro al polso è un po’ difficile chiedere e elemosinare un pezzo di pane, ma il protagonista del film ci riesce) che alla lotta comune.
Il mondo prima razionale e poi amazzonico che il giovane laureato si trova a scegliere è una metafora morta da tempo, ma una serata fumosa può essere sopportata, fino all’ultimo soffio di realtà prefilmica che appare come la nostra stessa vita. Il film rende il reportage come una specie di parodia alla memoria del protagonista, mentre il narratore è intradiegetico (è la sorellina del giovane avventuriero) che fa muovere il fratello un po’ come vogliono i genitori, ma che non può toccarne più i movimenti, giacché lui taglia completamente i rapporti non soltanto con i parenti, ma anche con la sua confidente dell’infanzia.
L’intero film è supportato da filetti che appaiono tra una scena e l’altra, o in ordine sparso, con le parole che descrivono il viaggio del protagonista. Una sorta di lavagna digitalizzata a mo’ di diario di bordo da condividere con il pubblico, murales immediati dei pensieri che vanno a scavare nella mente dello spettatore e a riattirarne l’attenzione.
Francia sotto shock per una locandina osè
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- Pubblicato Venerdì, 03 Febbraio 2012 15:28
- Scritto da Mars
E' proprio vero che viviamo in un'epoca dominata dall' ipocrisia. Dovrebbero essere ben altre le questioni che disturbano la morale pubblica e il finto perbenismo.
L'intera nazione francese si è dichiarata altamente turbata dall'immagine della locandina in cui è mostrata una donna inginocchiata, in una posizione inequivocabile, davanti all'attore Jean Dujardin, che nel frattempo sta chiacchierando al telefono. Si tratta della locandina del nuovo film ad episodi sull'infedeltà maschile raccontata da sette registi, tra cui Jean Dujardin, Gilles Lellouche e Emmanuelle Bercot e che verrà proiettataa a partire dal 29 febbraio.
Immediato si è sollevato il polverone e tutti hanno etichettato l'immagine come "volgare", "degradante per le donne" e "banale". E' intervenuto addirittura anche l'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria (Arpp) che ha ordinato di eliminare tutti i manifesti perchè rei di "offesa della dignità umana".
Ma questo non è affatto il primo caso in cui una locandina suscita indignazione nella popolazione, difatti in passato hanno subito un simile giudizio anche una foto di Michael Douglas mentre sollevava la gonna di Demi Moore scoprendone la coscia in "Disclosure", oppure quella di "Larry Flint" in cui un uomo nudo, coperto solo dalla bandiera americana, veniva simbolicamente crocifisso sul pube di una donna, e "Amen" in cui una croce cattolica era stata trasformata nella svastica nazista.
Sta per arrivare nelle sale “Poker Generation”
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- Pubblicato Martedì, 24 Gennaio 2012 10:23
- Scritto da Redazionale

La grande popolarità che il poker online e quindi il gioco del poker in generale sta riscuotendo in questi ultimi tempi in Italia (e nel resto del mondo), non poteva non attirare l’attenzione del settore del cinema. Dopo il mitico Regalo di Natale e il suo sequel più recente, Rivincita di Natale, arriva così nelle sale italiane il prossimo 16 marzo, un nuovo film sul poker, dal titolo Poker Generation. Il giovane Gianluca Mingotto, che in passato si è occupato di video e di fotografia, firma il suo primo lungometraggio, un film generazionale sul poker, o più precisamente, su una delle sue varianti più popolari, il Texas Hold’em.
La pellicola era stata presentata in anteprima a Sorrento in occasione delle Giornate del Cinema tenutesi dal 29 novembre al 3 dicembre scorso. Al film è stata dedicata un’intera giornata: dopo la proiezione sono seguiti incontri sul tema del poker e una serata di gala, durante la quale il culmine è stato un piccolo torneo dimostrativo di poker, che ha attirato vari vip e al quale non poteva mancare Diego Abatantuono. L’interprete dell’indimenticabile Franco Mattioli nel film di Pupi Avati che ha lasciato un ricordo indelebile nelle menti dei tanti appassionati del gioco, ha messo da parte il poker all’italiana di Regalo di Natale, cimentandosi per un paio d’ore con la variante texas hold’em, vale a dire quella usata nel film di Mingotto. Abatantuono era seduto a lato di Andrea Montovoli, il protagonista di Poker Generation, come se si volesse effettuare un simbolico passaggio di consegne tra i due attori. Alla serata (ed ovviamente al tavolo da gioco) erano presenti anche i due giocatori di poker professionisti Filippo Candio e Fabrizio Baldassari in rappresentenza dei tanti giocatori italiani di poker che hanno preso parte al film.
Nel film Montovoli interpreta Tony, il più grande di due fratelli e una sorella provenienti da una famiglia povera di un paesino della Sicilia. Tony è un fan accanito dei film sulla malavita americana e il suo sogno nel cassetto è quello di diventare un giocatore di poker professionista. Suo fratello Filo, interpretato da Piero Cardano, è invece il suo opposto: scontroso e introverso, analizza ossessivamente e meccanicamente tutto l’ambiente che lo circonda a causa della sua sindrome semi-autistica. Tony e Filo si avvicineranno e si uniranno per trovare il denaro necessario per pagare le terapie delle quali ha disperato bisogno la sorellina Maria (Naomi Assenza). Oltre a Francesca Fioretti, ex concorrente del Grande Fratelli, nel cast annoveriamo anche le partecipazioni straordinarie di Lina Sastri e dell’attore-doppiatore Francesco Pannofino.
Il film è stato prodotto dalla Bros Group Holding Ltd ed il trailer è attualmente mostrato nelle sale cinematografiche. Staremo a vedremo se questo film darà il la ad un nuovo filone del cinema italiano, dove, per la gioia dei tanti appassionati sempre più numerosi, il poker ed il gioco d’azzardo in generale non saranno più solo una cornice marginale, ma dove invece daranno un contributo notevole alla sinossi, quasi quanto un personaggio.
Record di incassi per il film "Benvenuti al Nord"
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- Pubblicato Giovedì, 19 Gennaio 2012 16:55
- Scritto da Mars
"Benvenuti al Nord", il film di Luca Miniero, ha esordito nelle sale italiane con risultati eccellenti. Nella sola giornata di ieri ha incassato oltre 1milione di euro per un totale di circa 200mila spettatori. Se poi si considera il fatto che il film è stato lanciato nelle sale in un giorno feriale, ossia di mercoledì, si può tranquillamente dire che il risultato ottenuto vale molto di più rispetto al caso in cui si fosse deciso di lanciarlo nel fine settimana.
Quindi si tratta di un ottimo risultato perchè la cifra incassata ai botteghini è una delle più alte mai raggiunte da un film nel primo giorno di programmazione. Anche per la casa di distribuzione Medusa, che prodotto il film in collaborazione con Cattleya, c'è stato un record perchè nella giornata di ieri è riuscita a piazzare tre dei suoi film sul podio della top ten: alle spalle del film di Miniero, infatti, c'è "Immaturi" di Paolo Genovese che ha ormai raggiunto quota 10 milioni e "La Talpa" di Tomas Alfredson.
L'amore ai tempi del colera
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- Pubblicato Sabato, 03 Dicembre 2011 20:30
- Scritto da roberta iorio
..l'amore /passione nasce come uno stato di grazia e si indirizza verso l'oggetto d'amore con forza istintiva mentre nel desiderio di condivisione guarda il mondo con occhi nuovi,più attenti,gioiosi,curiosi, fiduciosi. ..
E' come ne"L'amore ai tempi del colera"di Gabriel Garcia Marquez:

"Il giorno in cui Florentino Ariza vide Fermina Daza nell'atrio della cattedrale incinta di sei mesi ..prese la decisione feroce di farsi nome e fortuna per meritarla.Non si mise neanche a pensare all'inconveniente che fosse sposata perchè nello stesso tempo decise,come se dipendesse da lui,che il dottor Juvenal Urbino doveva morire."..."interrompeva in qualsiasi momento quello che stava facendo per cercarla lungo i sentieri incerti dei suoi presagi,nelle vie più impensate,in luoghi irreali dove era impossibile che fosse,vagando senza senso con delle ansie nel petto che non gli davano tregua finchè non l'avesse vista almeno un momento."
L'amore si nutre dell'amore per vivere: sia se alimentato dentro se stessi,sia contraccambiato.
Riesce a crescere comunque come le piantine nel deserto o i fiori nel cemento se solo viene arricchito da un sentimento universale che per sua stessa natura coinvolge,induce,trasmette un sentire unico assorbito dal respiro,dagli sguardi,dal calore e dal sapore che emana perchè ne basta poco per riprodursi.....
La perdita dell'amore/passione dunque ancorchè ricambiato provoca ciò che rappresenta Freud:la perdita dell'autostima,solitudine,angoscia, senso di inferiorità... il tutto peggiorato se vissuto come uno scacco e se non adeguatamente gestito si trasforma in scoramento,rabbia,desiderio di ritorsione ,odio allo stato puro.

L'amore per Freud è quanto di più simile alla follia.
Cancellata per controversie l'anteprima del film con Fabio Volo al Torino Film Festival.
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- Pubblicato Lunedì, 28 Novembre 2011 13:46
- Scritto da Ugo

Al Torino Film Festival è stata annullata la proiezione stampa di “Il giorno in più” di Massimo Venier, con Fabio Volo e Isabella Ragonese.
La proiezione del lungometraggio, che sarebbe dovuta avvenire ieri pomeriggio alle 18, è stata revocata ufficialmente per motivi tecnici, anche se il vero motivo del rinvio sembra che sia legato ad una controversia nata tra il Torino Film Festival e Roma provocata dalla richiesta di produttori e distributori di impedire di scrivere sul film fino a questa sera.
Il conflitto, inoltre, è evidente perchè il film viene presentato a Roma questa mattina con cast e regista e di fatto brucia l’anteprima torinese. Quasi una presa in giro se si considera che nella produzione del film rientra anche la FIP (Film Investimenti Piemonte).
La polemica è stata sollevata da Gianni Amelio, direttore artistico della manifestazione cinematografica torinese, che appena è stato informato dei fatti ha dichiarato che la cosa è "intollerabile ed assurda" e che "se avessi saputo dell'embargo sul film 'Il giorno in più', non lo avrei preso al Festival". Allora la prima proiezione del film, ossia quella ufficiale e aperta al pubblico, avverrà stasera alle 22 al Torino Film Festival, alla quale Volo e Ragonese dovrebbero comunque presenziare assieme al regista.
“Il giorno in più” è tratto dall’omonimo libro dello stesso Fabio Volo, edito da Mondadori nel 2007.
War Horse di Steven Spielberg
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- Pubblicato Giovedì, 06 Ottobre 2011 14:32
- Scritto da manus ignis

"Lontano da casa, oltre tutti i confini, la speranza sopravvive". E’ la frase che accompagna il primo trailer italiano di War Horse di Steven Spielberg. Il film è tratto dal romanzo per bambini di Michael Morpurgo pubblicato in Inghilterra nel 1982 e sceneggiata per Spielberg da Lee Hall (Billy Elliot) e Richard Curtis (Love Actually).
La storia narra di un ragazzo piuttosto giovane di nome Albert e del suo amato cavallo Joey durante il periodo della prima guerra mondiale. Ed è proprio all’inizio del conflitto che il padre del ragazzo decide di vendere il forte destriero alla cavalleria inglese per essere inviato al fronte, ed è così che inizia la straordinaria avventura sullo sfondo della Grande Guerra. Joey è un animale eccezionale ed è in grado di cambiare le sorti di tutti coloro che incontra lungo il suo cammino. Ma Albert, che nel frattempo non è riuscito a dimenticare il suo fidato amico, parte per la Francia sprezzante dei pericoli incombenti sul campo di battaglia, per ritrovarlo e riportarlo finalmente a casa.





